Appalti pilotati per un campo sportivo, 9 arresti

arresti Ladispoti

I Finanzieri del Comando Provinciale Roma hanno arrestato 9 persone, tra i quali il responsabile pro tempore dell’ufficio appalti del Comune di Ladispoli, L.R. 61 anni, un imprenditore romano, S.V. (53), unitamente a due direttori tecnici delle società coinvolte, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (8) e ai domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Civitavecchia, per i reati di turbata libertà degli incanti, rilevazione del segreto d’ufficio e falso ideologico.

L’attività investigativa, iniziata nel 2016, è partita da una denuncia inerente a plurime irregolarità nella procedura di aggiudicazione di cinque appalti indetti dal Comune di Ladispoli finalizzati alla realizzazione del “nuovo campo di calcio in località Campi Vaccina” dal valore complessivo, a base d’asta, di oltre due milioni di euro.

Secondo l’accusa il funzionario arrestato sarebbe colui che “scientemente” avrebbe invitato a partecipare più società che, sebbene formalmente distinte, avrebbe saputo essere, di fatto, riconducibili a un unico imprenditore. Avrebbe avuto pertanto cognizione che le offerte provenissero da un unico centro decisionale, in modo da poter incidere concretamente sull’esito della gara.

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Il funzionario infedele al fine di nascondere i fatti illeciti di cui è accusato, avrebbe occultato la documentazione relativa alle procedure, simulandone lo smarrimento, e costringendo, così, i Finanzieri a perquisire, su disposizione del magistrato titolare delle indagini, gli uffici del Comune di Ladispoli. All’esito delle attività è stato rinvenuto il carteggio degli appalti di interesse.

Sempre secondo l’accusa, l’imprenditore romano S.V. aveva costituito cinque diverse società, di fatto gestite e amministrate in prima persona, ma formalmente intestate ai due figli – poco più che maggiorenni – alla moglie, alla madre ottantenne, nonché a un suo dipendente, con mansioni di operaio.

Al vaglio degli inquirenti ancora diverse gare di appalto, indette da altri enti pubblici sul territorio nazionale, in cui lo stesso imprenditore avrebbe partecipato seguendo il medesimo schema illecito. Infatti, solo nel circondario della Procura della Repubblica di

Civitavecchia, i Finanzieri della locale Compagnia hanno accertato complessivamente la turbativa di ben sedici gare relative ad appalti pubblici indette da otto Comuni per un valore complessivo, a base d’asta, di 4.200.000 euro.

L’attività svolta ha permesso, da ultimo, di denunziare in procura oltre alle nove persone tratte in arresto, altri tre imprenditori e un professionista che si sono resi responsabili di analoghi reati.