“El Pais” sulle tracce delle sindache calabresi contro la ‘ndrangheta

Carolina Girasole El Pais
Carolina Girasole – El Pais

Sindaci con l’imperativo morale. Avevano professioni redditizie e sapevano poco di politica. Poi queste quattro donne coraggiose sono state lanciate nell’arena dei governi (locali) in Italia per la lotta contro la corruzione e la mafia, ma soprattutto per difendere il bene comune. E’ questo l’incipit  di un lungo reportage dedicato a quattro sindaci donna calabresi apparso nell’inserto settimanale del quotidiano spagnolo “El Pais” e che Secondo Piano News ripropone.

Si tratta dei sindaci di Rosarno, Elisabetta Tripodi; di Isola Capo Rizzuto (Crotone), Caterina Girasole; di Decollatura (Catanzaro), Annamaria Cardamone e il sindaco di Monasterace (Reggio Calabria) Maria Carmela Lanzetta. Nel servizio emerge uno spaccato che riflette il disagio di donne in prima linea contro la ‘ndrangheta, il malaffare e il sottosviluppo culturale.

E’ il racconto di esperienze vissute tra sentimenti, famiglia, minacce e intimidazioni, ma anche il tentativo, nonostante tutto, di compiere ogni sforzo al fine di introdurre buone prassi amministrative in una terra in cui è forte la tentazione di lasciar perdere e andare via.

M.Carmela Lanzetta - El Pais
M.Carmela Lanzetta – El Pais

La testata spagnola parte da Rosarno, nella piana di Gioia Tauro, per raccontare l’avventura amministrativa di Elisabetta Tripodi, un’esperienza attraversata nel 2010 dalla rivolta degli immigrati in un contesto dove i problemi del comune sono atavici, dall’abusivismo selvaggio fino agli scioglimenti per infiltrazioni mafia. Dopo aver vissuto 15 anni in Lombardia, racconta la Tripodi, ho deciso di scendere giù per fare qualcosa per la mia terra. E così alla fine ho deciso di presentare la mia candidatura al comune. Lo scenario che si è ritrovato la Tripodi dopo l’elezione è stato apocalittico.

Oggi le sue stanze sono sorvegliate costantemente da scorte armate, come nel caso del sindaco di Monasterace Maria Carmela Lanzetta, recentemente al centro di una offensiva criminale che è balzata agli onori della cronaca nazionale. Quando le ‘ndrine le hanno bruciato la farmacia, dice dal canto suo Lanzetta, è stato terribile, non solo perché era l’unica attività che possedevamo, ma, soprattutto per i grandi sacrifici e l’impegno personale prestato verso le persone più umili. Lanzetta, che era pronta a lasciare la carica, è stata poi convinta a restare consapevole di una missione rischiosa ma doverosa perché, per me, è molto importante il rispetto delle regole.

Isola Capo Rizzuto, città di 16 mila anime nel Crotonese, è amministrata da Caterina Girasole, biologa e mamma di due figli.E’ sindaco dal 2008. A Isola la ‘Ndrangheta è forte e radicata da decenni, fin da quando negli anni ’50 e ’60 costruì grandi complessi turistici.

Annamaria Cardamone - El Pais
Annamaria Cardamone – El Pais

La ‘ndrangheta ha la grande capacità di capire immediatamente che Economia e Politica e si stringono la mano, ha detto Enzo Ciconte, considerato uno dei massimi esperti in Italia di fenomeni connessi alla mafia. Poi a Decollatura, paese del catanzarese amministrato da Annamaria Cardamone.

Eletta nel 2011, si è ritrovata con un “buco” comunale non indifferente e ha messo in campo progetti, anche con le scuole, improntati sulla legalità e la crescita culturale. Abbiamo trovato un debito, racconta Cardamone, di un milione di euro che per un piccolo comune come il nostro sono tanti. Stiamo cercando di ripianarlo senza aumentare le tasse ai cittadini. Il nostro tentativo è quello di favorire le buone prassi amministrative rispetto ad altre azioni.

Elisabetta Tripodi - El Pais
Elisabetta Tripodi – El Pais

Anche lei, il sindaco di Decollatura – piccolo centro dove non esisterebbero organizzazioni criminali di tipo ‘ndranghetistico – ha subìto minacce per aver introdotto una rinnovata cultura amministrativa. La ‘ndrangheta, afferma ancora Ciconte, teme queste donne che possono rappresentare un esempio di coraggio per gli altri amministratori e altre loro colleghe.

E’ la storia di quattro donne di sinistra in prima linea contro il crimine e il malaffare. Tutt’e quattro del PD che alle primarie hanno sponsorizzato Bersani. Alcune di loro (Lanzetta e Girasole) avevano dato disponibilità ad un’avventura politica in Parlamento ma sono state snobbate dalla segreteria nazionale.

Potevano essere la rappresentanza di quella società civile di cui tanto si parla nel Pd e in altri partiti. “Hanno preferito altri candidati, magari calati fuori dalla regione al posto di donne coraggiose”, dice qualcuno che conosce “bene” gli ambienti del Pd. Giusto per la cronaca, la Girasole, sostenitrice di Bersani  alle scorse primarie, ha accettato di candidarsi al secondo posto alla Camera, ma nella lista di Mario Monti. Una “scelta civica” che dovrebbe mettere in forte imbarazzo i maggiorenti del Pd che non l’hanno neanche chiamata.

– Reportage integrale di ‘El Pais’ .