Sanità in Calabria, Dieni all’attacco sull’emendamento Pd “ad Oliverium”

Federica Dieni
Federica Dieni

“L’emendamento “ad Oliverium” è solo l’ultimo caso dell’orrendo mercimonio politico messo in atto dal Pd in vista del referendum sulla riforma costituzionale”.

È quanto dichiara la deputata del M5S Federica Dieni in seguito all’approvazione, in commissione Bilancio, del provvedimento che, nella prossima manovra finanziaria, eliminerà il divieto per i presidenti di Regione di assumere l’incarico di commissari alla Sanità. Un emendamento che permetterà ai governatori di Campania e Calabria, Vincenzo De Luca e Mario Oliverio, di prendere le redini del comparto a cui vanno oltre il 60% delle risorse regionali.

“Guarda caso – commenta Dieni –, dopo due anni di resistenze, solo ora il governo Renzi decide di sconfessare i suoi commissari tecnici e di accontentare i ras locali come Mario Oliverio, che ovviamente ringrazieranno mobilitando il loro esercito di clientes a favore del Sì alla riforma costituzionale”.

La deputata continua: “Inutile farsi illusioni, quella di Renzi, di Oliverio e di De Luca è sempre la vecchia politica, fatta di scambi più o meno confessabili e di occupazione sistematica di poltrone. Non esistono i principi e non esiste la coerenza, l’unica cosa importante è la perpetuazione del potere. A Oliverio non interessa se la Costituzione sarà stravolta e se i diritti dei cittadini subiranno un ridimensionamento; per lui conta solo essere nella stanza dei bottoni e dunque orienta la sua azione politica – in questo caso la campagna per il Sì – solo in base a logiche di siffatta natura”.

“Qualora i piani di Renzi e di Oliverio dovessero realizzarsi – continua Dieni –, l’Italia si ritroverebbe una Costituzione smontata pezzo per pezzo e un governo del tutto autonomo dal Parlamento, quindi incontrollabile. In Calabria, invece, si assisterebbe al trionfo autocratico di un governatore che, in soli due anni, ha già dimostrato di voler occupare tutti gli spazi di potere disponibili”.

“Per tutti questi motivi – conclude la parlamentare 5 stelle –, il 4 dicembre gli italiani e i calabresi devono esprimere un voto di rottura e antisistema, per dire basta ai voti di scambio di marca Pd e alle guerre di potere di una classe politica che dimostra, ogni giorno di più, di essere senza scrupoli”.