‘Ndrangheta, Bova si sospende (senza dimettersi). Imbarazzo del Pd

Da sinistra Arturo Bova e Ernesto Magorno a un incontro del Pd
Da sinistra Arturo Bova e Ernesto Magorno a un incontro del Pd

Il presidente della Commissione regionale antindrangheta Arturo Bova si è autosospeso (senza dimettersi, come chiesto invece dal M5S) dall’incarico in attesa che vanga fatta luce sul suo ruolo nell’ambito dell’inchiesta antimafia Jonny in cui emerge come il consigliere democratico sarebbe stato socio in affari del presunto capo cosca di Roccelletta di Borgia Nando Catarisano, arrestato nel blitz dello scorso 15 maggio della Dda di Catanzaro poiché ritenuto organico al potente clan Arena.

“Animati da un sano rispetto della legge e delle istituzioni, ci auguriamo che il consigliere regionale Arturo Bova saprà chiarire nelle sedi competenti la vicenda sui presunti rapporti con un esponente della criminalità organizzata di Roccelletta di Borgia”. Ad affermarlo è il segretario regionale del Pd Calabria, Ernesto Magorno.

“Prendiamo atto – aggiunge – della decisione di Bova di autosospendersi dalla carica di presidente della commissione regionale Antimafia, ribadendo la necessità di garantire la giusta serenità alle istituzioni calabresi e di preservarle da ogni forma di strumentalizzazione”.

“Restiamo convinti, infatti, dell’assoluto valore dell’azione di magistratura e forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata e a ogni forma di illegalità. I principi di trasparenza e del corretto esercizio del ruolo pubblico rappresentano fondamenti del nostro partito e con determinazione li porteremo avanti”.

“Ecco perché il Pd Calabria ha deciso di aprire un momento interno di riflessione e di dibattito, affinché la legalità non rappresenti un vessillo da agitare ma un autentico valore da esercitare quotidianamente nelle nostre azioni e nei nostri comportamenti pubblici”, conclude Magorno.