I boss: “Vota Celia, Celia assessore”. Bufera su Catanzaro. Ira di Ciconte

Celia canta con boss Lionetti
Fabio Celia (a destra) mentre canta col presunto boss del clan Arena, Costantino Lionetti

E’ bastato un video molto compromettente diffuso su Facebook per scatenare l’inferno politico sulle elezioni amministrative di Catanzaro del prossimo 11 giugno. Protagonista, Fabio Celia, candidato della lista “Fare per Catanzaro”, la civica a sostegno del piddino Enzo Ciconte, aspirante sindaco per il Centrosinistra.

A riproporre i contenuti di due video, il Corriere della Calabria, con un pezzo a firma del giornalista Pietro Bellantoni. La clip mostra il candidato Fabio Celia in compagnia di due soggetti riconosciuti come Nicolino Gioffrè (detto “Niko”) e Costantino Lionetti, entrambi finiti in carcere per associazione mafiosa poche settimane fa nell’ambito dell’inchiesta “Jonny”, la maxioperazione che ha svelato gli interessi del clan Arena nel settore dell’accoglienza ai migranti e delle estorsioni.

I soggetti parlando con Celia sventolano davanti la video camera dei santini elettorali del candidato a Palazzo de’ Nobili. “Vota Celia. Vota Celia”. In alcuni passaggi i due presunti mafiosi lo chiamano già “assessore”.

I video – scrive Bellantoni – riprendono Celia, Gioffrè e Lionetti in un ristorante, intenti a ballare e a cantare. Le immagini sono state poi postate lo scorso 7 maggio sul profilo Facebook di Gioffrè, circa una settimana prima degli arresti della Dda di Catanzaro.

In sala si ascolta ad alto volume una canzone di Massimo Ranieri, “Erba di casa mia”. Gioffrè fa qualche passo e mentre continua a registrare grida più volte “Vota Celia“. Poi si avvicina al tavolo dove sta seduto il candidato al consiglio comunale: “Assessore, qualcosa da dichiarare per la città di Catanzaro?”.

E Celia fa anche una sorta di discorso ai commensali: “Un voto libero per tutti. Oggi non farti oscurare dal bisogno, il bisogno soffoca si costruisce con la cultura”. Intanto vengono mostrati i suoi santini. Poi si sente “Viva l’assessore!”, con Celia che mostra ancora una volta il suo santino. Infine, un primo piano di Gioffrè, che urla: “Vota Celia, vota Celia!”.

“In un secondo video si vedono diverse persone che ballano. Adesso canta anche Celia, che a un certo punto viene abbracciato da Lionetti. Una voce fuori campo, di nuovo: “Vota Celia!” e poi lui, il candidato che “si cimenta in un freestyle sulle note della canzone: “Vota, vota, vota, vota Celia. Vota per cambiare…”.

IL VIDEO DELLO SCANDALO

LE REAZIONI DI CICONTE E MAGORNO: “CELIA SI RITIRI” (MA NON PUO’). RISCHIO INQUINAMENTO C’E’

La notizia dell’incontro ha fatto il giro del web e delle segreterie politiche. Il primo a reagire sdegnato è il candidato sindaco Enzo Ciconte, che prende le distanze e manda a dire a Fabio Celia di ritirare la sua candidatura. Cosa tecnicamente impossibile. L’11 giugno gli elettori potranno esprimere la preferenza per il candidato Celia ed è a tutti gli effetti valido, sia per lui che per il candidato sindaco prescelto, dal momento che esiste il voto disgiunto. Teoricamente, i voti a Fabio Celia potrebbero mettere “in imbarazzo” tutti i candidati a sindaco poiché si noterà subito il voto al candidato consigliere e la preferenza data a un altro candidato a primo cittadino. Per dire, in soldoni, che sulla scorta di ciò che emerso se si volessero fare dei “giochi sporchi”, inquinare il voto, questo è ancora possibile…

Ma ecco testualmente la nota del consigliere regionale Ciconte: “In riferimento al video, apparso sui social network e ripreso da alcuni organi di informazione (Il Corriere della Calabria, ndr), prendo con forza e determinazione le distanze da quanto accaduto e invito il candidato Fabio Celia a valutare immediatamente l’opportunità di ritirare la candidatura. Sono distante anni luce da vicende del genere, perché il mio impegno politico è stato sempre improntato alla trasparenza, alla rettitudine e al pieno rispetto della legge. Non vogliamo alcun voto proveniente da ambienti criminali, il nostro impegno è finalizzato a che non ci siano ombre e opacità alcune nell’amministrazione che guiderò con il voto pulito e onesto dei cittadini catanzaresi”.

A distanza di 5 minuti arriva in soccorso Ernesto Magorno, segretario del Pd Calabria è azionista di maggioranza sulla scelta del candidato sindaco del capoluogo.

“La vicenda – scrive Magorno – relativa al video in cui compare un candidato al Consiglio comunale di Catanzaro insieme a due presunti esponenti della criminalità organizzata – al di là di eventuali risvolti giudiziari – ci impone la necessità di preservare il profilo legalitario e di autentico civismo del progetto politico messo in campo dal candidato a sindaco Ciconte insieme al Pd e ad altre forze politiche. Ragion per cui, – sottolinea il segretario regionale dem – il Pd si augura che il candidato in questione intenda rinunciare al proprio impegno elettorale, per il bene della coalizione, al fine di evitare ogni possibile forma di speculazione politica, scacciare qualsiasi ombra e, infine, avere egli stesso la giusta serenità per chiarire la vicenda”.

Intanto, Celia, con una nota del suo avvocato inviata alla redazione del giornale online diretto da Paolo Pollichieni si difende. Il difensore, avvocato Eugenio Felice Perrone, precisa che il suo assistito presenziava ad una festa di compleanno e che l’incontro sarebbe stato casuale.

LA TELEFONATA CON CELIA (LaC News)

Scrive il legale: “L’articolo in esame ipotizza, senza falsi infingimenti, equivoci rapporti del Celia unicamente sulla base di pochi secondi di registrazione captati alla fine di un pranzo. In realtà, in quella sede, si celebrava la ricorrenza di un compleanno di una terza persona e il dr. Celia risultava essere uno dei tanti invitati (circa cinquanta persone)”. Contattato dall’emittente televisiva LaC News Celia è apparso molto imbarazzato e quando gli si chiede se conosceva Gioffré e Lionetti risponde “Si, li conosco per nome e cognome. Certo, persone che conosco, certo. Ma lo li conosco personalmente”, ha detto prima di passare la parola all’avvocato che ha riferito che in quel momento stavano facendo un comunicato stampa.

Chi sono i presunti boss

Costantino Lionetti
Nato a Melito Porto Salvo 44 anni fa, ma residente nel capoluogo, Costantino Lionetti è stato arrestato per associazione mafiosa nel 2006 nell’operazione “Revenge”. E’ ritenuto dalla Dda di Catanzaro “elemento di spicco della cosca Arena, (cosca dei “gaglianesi”, gerarchicamente subalterna e dipendente dal locale di ‘Ndrangheta di Isola Capo Rizzuto), componente della cellula catanzarese del sodalizio, con rapporti diretti con l’attuale vertice del clan, con compiti di controllo della zona di Germaneto di Catanzaro. Partecipa ai summit di ndrangheta per i quali mette a disposizione del sodalizio, quali luoghi di incontro, le villette in località Germaneto, in fase di ultimazione, dove egli ha in corso lo svolgimento dei relativi lavori, programmando anche le strategie di espansione del sodalizio e le specifiche attività delittuose, ricomprese nel programma associativo, con l’ampio controllo del territorio, conservando ed esaltando l’operatività della cosca, nonché accrescendo la forza economica della medesima, onde rafforzarne la capacità di azione”.

Niko Gioffrè
Nato a Taurianova nel 1975, risiede a Marcellinara, Nicolino Gioffré è considerato dalla Distrettuale Antimafia guidata da Nicola Gratteri “affiliato di particolare rilievo per la cosca Arena, individuato dai vertici del clan isolitano quale “rappresentante” per il territorio di Catanzaro; è fra gli organizzatori del sodalizio perché dirige la cellula della consorteria operante sul territorio di Catanzaro e zone limitrofe, per il compimento dei delitti, tra cui le estorsioni, volti al controllo del territorio e all’assoggettamento delle vittime. Riceve e veicola agli altri componenti il gruppo di azione catanzarese, gli ordini della cosca Arena, provvedendo ad attuarne i piani nel comprensorio catanzarese, riscuotendo, anche personalmente, i proventi estorsivi in nome e per conto della cosca. E’ organizzatore, talvolta esecutore, di delitti ricompresi nel programma del sodalizio criminale; coadiuva LENTINI Paolo (il reggente della cosca ARENA, ndr) nella ricomposizione degli equilibri tra i sodalizi di ‘ndrangheta operanti su territori limitrofi a quello di competenza nei momenti di criticità e tensione Partecipa ai “summit” di ndrangheta sul territorio di Isola Capo Rizzuto e Catanzaro per la pianificazione delle azioni delittuose di natura estorsiva demandate dai vertici del sodalizio. E’ attivo nella programmazione, delle strategie di espansione del sodalizio e nella preparazione di specifiche attività delittuose, ricomprese nel programma associativo, con l’ampio controllo del territorio, conservando ed esaltando l’operatività della cosca, nonché accrescendo la forza economica della medesima, onde rafforzarne la capacità di azione”.