Calabria, Oliverio: “Non mi dimetto. Farò giunta di rottura”. Fuori Guccione e Ciconte?

Il governatore della Regione Calabria Mario Oliverio
Mario Oliverio

Dopo la bufera giudiziaria che ha investito in pieno la Regione Calabria, con l’inchiesta “Erga omnes” in cui è stato arrestato l’assessore Nino De Gaetano e sono stati indagati altri due assessori (Guccione e Ciconte) per la rimborsopoli della scorsa legislatura, il governatore Mario Oliverio è deciso a un radicale cambiamento con la volontà di varare una nuova giunta dove “ci saranno forze che non hanno avuto nel passato responsabilità politiche e di governo”.

Un passaggio significativo, questo, perché, a meno di diversa interpretazione, vorrebbe dire che oltre a De Gaetano, che si è dimesso dopo l’arresto, nella nuova squadra di governo non dovrebbero rientrare né l’attuale assessore al Lavoro, Carlo Guccione né il dimissionario vicepresidente della Giunta, Enzo Ciconte (entrambi freschi di “responsabilità di governo”. Guccione fu anche segretario regionale dei Ds, sebbene, va detto, è stato il consigliere più votato in Calabria). 

IL NODO DIMISSIONI DI GUCCIONE
Se non arriveranno le dimissioni di Guccione, il presidente ha fatto intendere che procederà lo stesso a formare un’altra squadra. Non sarà lui a chiedergli le dimissioni: “I gesti sono sempre riconducibili all’autonomia e alla valutazione dei singoli”, afferma Oliverio che è “costretto dalle circostanze” a formare una giunta “di alto profilo e in netta discontinuità col passato”, assicura.

GOVERNATORE GARANTISTA
Fonti di palazzo Alemanni
riferiscono a Secondo Piano News che il presidente è orientato a mantenere la linea garantista espressa finora. Ergo, chi è indagato nell’inchiesta potrebbe non rischiare, altrimenti potrebbero porsi altre questioni come quella del presidente del Consiglio Antonio Scalzo, anche lui indagato e con altre grane giudiziarie. “Se un criterio deve essere adottato  – viene riferito – deve valere per tutti, non soltanto per la giunta”. Va da sè che anche il premier Renzi, a proposito dei cinque sottosegretari indagati del suo governo disse in modo netto “che io non caccio nessuno per semplice un avviso di garanzia”. Il nuovo esecutivo sarà presentato “subito dopo l’entrata in vigore delle norme che hanno modificato lo statuto, tra domenica e lunedi” della prossima settimana.

OLIVERIO: “FARO’ SQUADRA DI ALTO PROFILO”. SETTE ASSESSORI DI CUI TRE DONNE
Le modifiche allo statuto varate nei mesi scorsi in doppia lettura dal Consiglio regionale calabrese consentiranno a Oliverio di nominare sette assessori, anche tutti esterni, con almeno tre donne. Tutti gli assessori, come riferisce Oliverio, “non dovranno aver avuto in passato responsabilità politiche e di governo”, quindi nessuna chance dovrebbero avere papabili come Maria Francesca Corigliano e Maria Carmela Lanzetta, la prima ex assessore provinciale di Oliverio alla Provincia, la seconda ex ministro del governo Renzi. Da considerare che per la Lanzetta, che disse no a Oliverio per il caso De Gaetano, potrebbe proprio esserci il veto del governatore. Anche se, con Oliverio in questa fase indebolito, è Roma che dovrebbe mettere l’ultima parola.

“NON MI DIMETTO, NON SONO COINVOLTO”
Sulle dimissioni avanzate dal Movimento 5 Stelle e da altre sigle che gli chiedevano un passo indietro, il governatore – del tutto estraneo all’inchiesta – replica: “Non capisco dove stanno le ragioni rispetto alla richiesta delle mie dimissioni. Sono stato eletto appena sei mesi fa con un largo consenso e non sono stato nemmeno lambito da questo ciclone giudiziario”, ha detto Oliverio in una intervista al Tgr Rai Calabria.

“NO A SPECULAZIONI”
Il presidente calabrese attacca quanti in questi giorni hanno tentano di speculare sulla vicenda giudiziaria. “Non capisco, – ha spiegato – se non per un fatto strumentale e meschino, chi utilizza una vicenda seria strumentalmente, cercando di sollevare polveroni”.

Carlo Guccione e Mario Oliverio
Carlo Guccione e Mario Oliverio dopo la vittoria alle scorse regionali

“NEL PD CALABRESE” TROPPA SETE DI “POTERE”
Poi l’affondo sul Pd calabrese dove, ad avviso di Oliverio, “ci sono forze che continuano ad avere una visione animata da equilibri di potere e da un posto in giunta. All’interno del Pd vedo che ci sono forze che si muovono senza pesare e valutare quello che è il difficile passaggio per la Calabria, non solo per quello che è emerso in questa vicenda giudiziaria, ma anche per la complessità della situazione che non si riesce a percepire. Bisogna chiudere con questa stagione”.

GUERINI: “NUOVA GIUNTA ISPIRATA DA RINNOVAMENTO”
A chiedere un “forte rinnovamento” nel nuovo esecutivo è il vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini che nel definire “grave la situazione in Calabria”, auspica “di giungere in tempi brevi alla formazione di una nuova giunta regionale che sia fortemente ispirata a criteri di forte rinnovamento. Il Pd calabrese – ha detto Guerini – deve essere unito in questo passaggio, sostenendo insieme al presidente Oliverio il processo di cambiamento che è necessario attuare”.

L’INCHIESTA “ERGA OMNES”
L’inchiesta “Erga omnes”, coordinata dalla procura di Reggio Calabria ha portato a due arresti, (l’assessore De Gaetano (Pd) e Luigi Fedele, ex consigliere del Pdl nella scorsa legislatura); una richiesta d arresto al palazzo Madama per il senatore Giovanni Bilardi e cinque divieti di dimora per un totale di 32 indagati accusati a vario titolo di presunto peculato e falso. L’inchiesta si concentra sulle “spese pazze” accertate dalle Fiamme gialle nel triennio 2010/2012. Indagati anche cinque parlamentari. De Gaetano si è subito dimesso da assessore mentre il vicepresidente della Giunta Oliverio, Enzo Ciconte, è pronto a lasciare: “Sono pronto a rimettere nelle mani del presidente Oliverio le deleghe”.

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