Omicidio Francesco Pagliuso, i punti oscuri sul delitto eccellente

L'avvocato Francesco Pagliuso ucciso in un agguato a Lamezia Terme
L’avvocato Francesco Pagliuso

L’omicidio del penalista lametino, Francesco Pagliuso, ha scosso l’intera Calabria. Le indagini per scoprire chi sia stato a premere il grilletto nella notte di San Lorenzo, sono serrate e altrettanto riservate.

Le piste sono tutte aperte. Si indaga a tutto raggio, senza escludere al momento nulla. Man mano che gli inquirenti raccolgono elementi utili alle indagini, si prova per esclusione al fine di stringere il cerchio delle ipotesi. In tutta la vicenda sono tanti i punti oscuri.

Ammazzato da un killer professionista

Di certo potrebbe esserci che il killer sia un professionista, forse assoldato da fuori Lamezia o da fuori regione. Con i suoi probabili complici, l’assassino ha studiato in modo minuzioso ogni dettaglio e tutte le abitudini dell’avvocato. Poi è entrato in azione nella penombra. Attorno alle 23 di martedì ha sparato con una pistola (silenziata?) i colpi sufficienti per portare a compimento la missione di morte. Probabilmente il killer sapeva della 44 Magnum con cui il legale circolava, e di sicuro anche delle telecamere piazzate intorno alla villa che avrebbero potuto riprenderne la sagoma al buio. Il lavoro degli inquirenti è partito soprattutto da qui, visionando i filmati.

Il possibile mandante

E se c’è un killer “in trasferta”, certamente esiste un mandante che voleva finisse l’esistenza terrena di Pagliuso. Il quadro appare complicato. Non sembra facile il compito di militari e magistrati cui tocca il gravoso compito di vagliare ogni pista per cercare di risalire al movente e all’autore dell’omicidio eccellente. Se da un lato pare che le indagini siano in salita, dall’altro potrebbero essere giorni contati per il killer.

Lo sgarro e la vendetta

Si parla di una vendetta in seguito ad un possibile “sgarro”. Già, ma in ambito professionale o nel privato? Il noto penalista era molto conosciuto e stimato negli ambienti forensi, sia in Calabria che nella sua Lamezia, tanto da guadagnarsi la carica di segretario della Camera penale presso il Tribunale. Aveva scalato il successo che ogni avvocato desidera scalare a quella età. La vittima aveva anche interessi economici nella ristorazione: era socio di un noto locale della movida lametina. Dunque, si scava a fondo nella vita di Pagliuso. I militari hanno effettuato perquisizioni nello studio del legale per iniziare a costruire il puzzle.

I clienti, tra mafiosi e imprenditori

Da meno di vent’anni nel foro, il legale è stato impegnato in diversi processi di mafia e non. I clienti del penalista erano grossomodo per metà semplici criminali e mafiosi; per l’altra, imprenditori e semplici cittadini che hanno avuto grane con la giustizia. Tra gli imprenditori si annovera su tutti Franco Perri, titolare del centro commerciale “I due mari” di Maida, nei mesi scorsi al centro di inchieste giudiziarie.

I successi di Francesco Pagliuso nei tribunali

Molti i suoi successi nelle aule giudiziarie. Ad esempio, era riuscito a far annullare in Cassazione la sentenza con cui furono condannati all’ergastolo Domenico e Giovanni Mezzatesta per il duplice omicidio avvenuto nel gennaio del 2014 in un bar di Decollatura, in cui vennero uccisi Francesco Iannazzo e Giovanni Vescio. Il fatto destò sconcerto soprattutto dopo la diffusione del video delle telecamere di sorveglianza in cui si vede il delitto in diretta.

Molto conosciuto a Modena

Ma Francesco Pagliuso era conosciuto anche fuori dalla Calabria. A Modena, altro esempio ricordato dai media emiliani, è stato il difensore di Ivan Forte, di origini calabresi, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per l’omicidio della sua convivente Tiziana Olivieri, la donna di Marzaglia, uccisa ad aprile 2012. Un delitto che sconvolse tutta l’Italia.