Operazione Borderland, arrestati i due latitanti Trapasso

Operazione BorderlandDue latitanti, i fratelli Tommaso e Giuseppe Trapasso, di 39 e 30 anni, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Catanzaro. Erano ricercati nell’ambito dell’operazione della Dda Borderland portata a termine dalla squadra mobile il 29 Novembre scorso.

I due sono ritenuti esponenti di spicco dell’omonima cosca di ‘ndrangheta operante nell’area di confine tra le provincie di Catanzaro e Crotone ed in particolare a Sellia Marina, Cropani, Botricello, Sersale e Cutro e sono accusati di associazione mafiosa dedita all’usura, alle estorsioni, al traffico di armi e stupefacenti, e illecita concorrenza aggravata dalle modalità mafiose.

In particolare, Tommaso Trapasso sarebbe stato il “cassiere” della cosca, a capo di attività finanziarie ed economiche anche fuori regione con compiti di rappresentanza anche all’esterno. I due sono stati arrestati durante perquisizione eseguite nelle loro abitazioni a San Leonardo di Cutro (Crotone). Sono arrivati a piedi dalle campagne e si sono consegnati agli agenti.

Nel corso delle indagini culminata nell’operazione Borderland, è emerso che la cosca Trapasso, impose un totale controllo del territorio, oltre che attraverso una vera e propria “occupazione militare” dell’area di riferimento, anche mediante una fitta rete di fiancheggiatori e favoreggiatori, appartenenti anche al mondo imprenditoriale ed a quello delle istituzioni.

E’ stato infatti registrato e documentato il condizionamento del voto amministrativo del maggio 2014 nel comune di Cropani (Cz), condizionamento finalizzato alla acquisizione di appalti e servizi pubblici che ha portato all‟elezione, come candidato in una lista civica, del vice sindaco Francesco Greco, tratto in arresto poiché riconosciuto responsabile dall’Autorità Giudiziaria di concorso esterno all’associazione mafiosa.

Un fronte di particolare interesse per l’organizzazione mafiosa indagata è risultato quello imprenditoriale ed in particolare il campo dei servizi di gestione dei villaggi turistici rivelatosi uno strumento di consenso per l’organizzazione mafiosa investigata che è riuscita a reclutare un cospicuo numero di soggetti assoldandoli all‟interno delle strutture ricettive con il sistema delle assunzioni fittizie, così da garantirsene la riconoscenza ed i servizi.