Rende, il Prefetto di Cosenza ha nominato la Commissione d'accesso. Il sindaco Cavalcanti: «Gioverà per la verità»

Il Prefetto CannizzaroIl Prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro, (foto) ha nominato la Commissione d’accesso antimafia per il Comune di Rende, in provincia di Cosenza.  Il fatto è da ricondurre all’arresto, per corruzione, dell’ex sindaco Umberto Bernaudo e dell’ex assessore Pietro Paolo Ruffolo, entrambi anche consigliere ed ex assessore provinciale, che avrebbero ottenuto sostegno elettorale dalla ‘ndrangheta. In una nota della prefettura si legge che il prefetto «ha nominato la commissione incaricata di accertare la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nell’Amministrazione comunale di Rende». La Commissione d’accesso è composta dal Vice Prefetto Francesco Antonio Cappetta, dal Vice Prefetto Aggiunto Antonio Gulì e dal Dirigente di prima fascia Domenico Giordano. L’attività di accertamento durerà tre mesi, periodo eventualmente prorogabile. Sulla possibile nomina della commissione, nei giorni scorsi, alla vigilia degli arresti, si era registrata una dura polemica fra il Pdl, che sosteneva la necessità del provvedimento, ed il centro-sinistra, che difendeva l’operato degli amministratori del grosso centro dell’Hinterland cosentino. Al centro delle indagini della Dda di Catanzaro, l’attività di una cooperativa di servizi promossa dal Comune che aveva assunto ‘ndranghetisti o loro congiunti in cambio di sostegno elettorale. Contrariamente a quanto scritto nei giorni scorsi su questo blog, il rappresentante dello stato ha deciso quindi di nominare la Commissione al comune di Rende per «accertare la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nell’Amministrazione…». La sussistenza di eventuali tentativi. Una dichiarazione cautissima e proforma. Perché non è ben chiaro fino a che punto i due amministratori, arrestati per corruzione elettorale (senza aggravante mafiosa) per le provinciali 2009 e rimasti in carica al comune fino a maggio 2011 abbiano potuto inquinare la gestione dell’attuale amministrazione guidata dall’avvocato Vittorio Cavalcanti, sempre che, ribadiamo, la Rende Servizi che ancora oggi eroga servizi al comune non abbia inquinato l’attuale consiglio e amministrazione, perché è di questo che si parla dal momento in cui non è possibile sciogliere un consiglio comunale che non esiste più. Da ciò che si apprende in ambienti rendesi, la Commissione è stata disposta per stemperare la tensione che si è creata all’indomani dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Il Pdl aveva con forza chiesto la Commissione d’accesso per Rende. Come dire, dato che al momento non vi sono elementi concreti, nominiamo lo stesso una commissione antimafia per placare gli animi…Dal canto suo il sindaco Cavalcanti ha detto che la «Commissione d’accesso gioverà a tutti per l’accertamento della verità. Noi -ha proseguito- rispettiamo l’attività della prefettura, questa mattina ho ricevuto i commissari, li ho salutati, ho detto che questo deve essere un momento di chiarezza che può servire a tutti per eliminare qualsiasi tipo di sospetto e trasformarlo in certezza e verità. Lo vogliono tutti e prima il sindaco di una città che continua a ritenere che ha una grande storia e tradizione. Lo dice un sindaco -ha detto ancora- che in un anno e mezzo non ha mai avuto la percezione che questo comune o societa’ collegate fossero infiltrate dalla mafia. Poi, certo, il quadro e il livello di verifica e’ diverso a seconda della mia postazione. Io posso dirlo dalla mia, comunque oggi -ha concluso- e’ il momento in cui si avvia l’attivitàdi verifica che non può che giovare a me, ai cittadini, a tutti perché non potrà che portare all’accertamento della reale situazione».