Cosenza sceglie Himmler per promuovere re Alarico. Polemiche

Lo stand del comune di Cosenza alla Bit di Milano - re alarico himmler
Lo stand calabrese alla Bit di Milano

Una “svista” clamorosa ha causato un brutto scivolone all’amministrazione del comune di Cosenza guidata dall’architetto Mario Occhiuto, Forza Italia. Alla “Bit” di Milano è stato allestito uno stand per illustrare i “tesori” culturali della regione, nel quale è stata distribuita una brochure dedicata al mito di re Alarico, capo dei Goti che la leggenda narra fu sepolto a Cosenza dopo il sacco di Roma.

RE ALARICO IN FIERA CON HIMMLER

Una leggenda che nei secoli ha suscitato la curiosità di molti storici e archeologi e, nel secolo scorso, anche del nazismo di Hitler. Nel rappresentare Alarico nella brochure, l’assessore alla Comunicazione del comune bruzio Rosaria Succurro, richiama con foto anche il “passaggio storico” del gerarca del nazista Heinrich Himmler che tra il 1937 e 1938, per volere del Führer, si recò a Cosenza alla ricerca del tesoro.

LE POLEMICHE SU SOCIAL E MEDIA

La pagina con Himmler
La pagina della brochure con Himmler

Apriti cielo. Sui social l’avvenente assessore è stata presa di mira insieme al primo cittadino. “Vergogna, vergogna”. Succurro cerca di riparare come può ma scoppia la polemica politica con il consigliere comunale d’opposizione, Enzo Paolini (Pse) che accusa Occhiuto: “Il nostro primo cittadino “intigna” nel voler valorizzare la leggenda del barbaro invasore re dei Goti, forse morto per caso a Cosenza, e a volerne fare, addirittura, il brand di Cosenza. Occhiuto ha superato se stesso portando alla Bit di Milano, la più importante vetrina per il turismo in Italia, il brand di Alarico associato, c’è anche la foto, nientedimeno che ad Himmler, il capo delle Waffen SS naziste, lo psicopatico organizzatore dello sterminio, l’ottimizzatore dei costi della Shoa. Quello che decise la soluzione finale attraverso le camere a gas ed i forni crematori perché le pallottole costavano troppo”.

OCCHIUTO: “HIMMLER PEGGIORE CRIMINALE. DEPLIANT IN RISTAMPA”

Da parte sua il sindaco, nella replica a Paolini, fa dietro front e annuncia che l’opuscolo incriminato andrà in ristampa senza la foto del capo delle SS naziste. “Himmler – scrive il sindaco – è uno dei peggiori criminali della storia dell’Umanità, e noi non abbiamo niente a che vedere con questo crudele assassino. Questo è il nostro giudizio”, afferma accusando il grafico che avrebbe scelto autonomamente di associare l’immagine del nazista al re barbaro nella brochure.

L’ASSESSORE: “E’ UN FATTO STORICO”

rosaria succurro su fbAnche la Succurro prende le distanze su Facebook: “Non l’elogio al gerarca nazista, ma un richiamo storico: nel 1938 infatti Himmler giunse a Cosenza e avviò le ricerche alla scoperta del tesoro del Re dei Goti. Un dato storico riportato nella brochure, unitamente a tanti altri riferimenti che unitamente all’interesse del politologo Luttwak inducono a pensare che il tesoro di Alarico, sepolto alla confluenza dei fiumi Crati e Busento, potrebbe non essere solo leggenda”.

re alarico himmler
Il sindaco di Cosenza Occhiuto e il suo vice Vigna in tram a Milano (Facebook)

LUTTWAK DISDICE INCONTRO A COSENZA SU ALARICO

La Succurro cita Edware Luttwak, il politologo e stratega militare della Casa Bianca che era già sceso a Cosenza per capire di più sulla leggenda di Alarico e del suo tesoro.

Il 20 febbraio prossimo era stata fissato un convegno a cui doveva partecipare pure il consulente militare del Pentagono. Scoppiata la polemica, Luttwak, che è di origine ebraica, ha rinunciato e fatto sapere di avere impegni a Whashington “per ragioni di Stato”. Una scusa per stare lontano da una polemica mediatica di cui lui è del tutto estraneo e che probabilmente vive con un certo imbarazzo.

Luttwak ad agosto si era recato nella città di Telesio perché estremamente interessato al mito di Alarico, come del resto molti in questi anni.

Si era detto disponibile ad interessare un suo amico ingegnere israeliano per portare a Cosenza uno dei droni che Israele utilizza per scovare i tunnel usati da Hamas per entrare nel paese.

Gian Antonio Stella sul Corsera
La critica di Gian Antonio Stella sul Corsera

“Tutti gli storici del mondo – disse il consulente militare – potrebbero venire a Cosenza a vedere le monete, i monili e ciò che si potrà trovare sul re dei Visigoti”.

LE CRITICHE DEI GIORNALI

Del caso di re Alarico – Himmler si è interessato anche il Times of Israel che ha ricordato come Occhiuto, in occasione delle feste natalizie nella città dedicò alcune luminarie alla comunità ebraica cosentina.

Una rappresentazione della Menorah (il candelabro ebraico a sette bracci) che poco si concilia con l’iniziativa di promuovere Alarico e i beni culturali di Cosenza con il capo delle Ss hitleriane.

Interviene pure Gian Antonio Stella sul Corsera che definisce l’iniziativa della giunta comunale cosentina “superficiale”. “Una leggerezza figlia di un vuoto culturale ed educativo”, ha scritto l’editorialista nella sua rubrica “tutti frutti”.

“LA STAMPA ASSOLDATA CONTRO DI ME”

La stampa locale e nazionale sulla gaffe Himmler non ha lesinato critiche al sindaco, il quale in post su Facebook accusa rammentando la “deontologia” ai giornalisti. “Ci sono alcuni giornalisti (?) – attacca Occhiuto – assoldati dai nostri detrattori che scrivono ogni giorno contro l’Amministrazione sui social e sui blog, e poi anche sulle testate giornalistiche locali cosiddette indipendenti. Sono stato presidente di un Ordine per 11 anni, ma dico il codice etico e la deontologia professionale in questo Ordine esistono?”.

IN ISRAELE RITROVATE 2.000 MOTETE D’ORO.

Intanto, per restare in tema di tesori, in Israele sono state ritrovate monete antiche d’oro mai scoperte in nel Paese. A trovarle sono stati 4 sub nel mare antistante Cesarea, uno dei siti archeologici romani più importanti e più visitati di Israele.

Si tratta di circa 2.000 monete, per un peso di sei chili, risalenti a circa mille anni fa, al periodo Fatimida, e conservate talmente bene da avere impressionato gli studiosi. Tra queste, la più antica (un quarto di dinaro) è stata coniata a Palermo nella seconda metà del nono secolo.

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