Sistema Rende, scarcerato Umberto Di Puppo: “Assenza indizi”

Sistema Rende, scarcerato Umberto Di Puppo: "Assenza indizi"
Umberto di Puppo

“Mancanza di gravi indizi di colpevolezza”. Con questa motivazione il tribunale del Riesame di Catanzaro ha scarcerato Umberto Di Puppo, 47 anni, presunto affiliato al clan Lanzino-Ruà arrestato nel blitz della Dda catanzarese lo scorso 23 marzo nell’ambito dell’inchiesta sul “Sistema Rende”; inchiesta che portò agli arresti politici eccellenti tra cui Sandro Principe, con l’accusa a vario titolo, di corruzione elettorale, o concorso esterno in associazione mafiosa.

Il Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Umberto Di Puppo per assenza di “gravi indizi di colpevolezza”. Una istanza presentata dal suo avvocato, Paolo Pisani che è stata accolta dai giudici del Tdl i quali hanno disposto l’immediata scarcerazione dell’uomo.

Il provvedimento di Di Puppo riflette quello di Francesco Patitucci, anche lui destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nella medesima operazione, ma resta in carcere per altri reati. Al vaglio dei giudici resta la posizione di Adolfo D’Ambrosio, già recluso al 41 bis.

Gli stessi giudici la scorsa settimana avevano scarcerato quattro dei cinque politici arrestati: l’ex consigliere regionale, Rosario Mirabelli, l’ex sindaco di Rende Umberto Bernaudo, l’ex assessore di Rende, Pietro Paolo Ruffolo, e Giuseppe Gagliardi.

I magistrati del Riesame avevano respinto l’istanza di scarcerazione per l’ex sottosegretario al Lavoro e più volte sindaco di Rende, Sandro Principe, il principale indagato dell’inchiesta della Dda di Catanzaro.

Umberto Di Puppo è anche noto alle cronache per essere stato arrestato nell’operazione delle forze dell’ordine il 16 novembre 2012, quando in un blitz del Ros dei Carabinieri venne catturato il presunto boss latitante Ettore Lanzino. I militari lo trovarono nel suo appartamento/mansarda e lo ammanettarono per favoreggiamento.

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