Traffico di cocaina dalla Colombia, tre arresti a Cosenza

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Da sinistra Andrea Rudisi, Romina Reda e Domenico Baldino

La Squadra mobile della Questura di Cosenza ha arrestato tre presunti narcotrafficanti con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Si tratta di Domenico Baldino, classe ’62; Andrea Rudisi, classe ’79 e Romina Reda, classe ’82. I tre, tutti di Mendicino (Cosenza) sarebbero a capo di una banda che importava cocaina dalla Colombia per poi destinarla al fiorente mercato dello spaccio.

L’operazione, che ha visto impegnati diversi agenti di Polizia, è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Cosenza mentre le misure sono state emesse dal Gip, dott. Branda che ha condiviso l’impianto accusatorio della procura.

I provvedimenti restrittivi – spiegano gli investigatori – sono il frutto di una complessa ed articolata indagine di polizia giudiziaria avviata circa un anno fa che aveva portato già ad Agosto 2015 all’arresto di Antonio Segreti, compagno della Reda.

Ad agosto 2015, d’intesa con la Procura della Repubblica di Cosenza, veniva avviata una complessa attività investigativa tesa a verificare l’effettivo destinatario di un pacco proveniente dalla Colombia contenente sostanza stupefacente nonché la presenza di eventuali complici

I soggetti arrestati sono indagati perché in concorso fra loro avrebbero acquistato ed importato nel territorio dello Stato, circa 515 grammi di cocaina occultata nel telaio metallico di una sedia, spedita in Italia tramite corriere espresso.

L’indagine, svolta in maniera capillare ed articolata, è stata effettuata non solo avvalendosi delle intercettazioni telefoniche ma con agenti sotto copertura della Squadra Mobile che, travestiti da corriere, “portavano” sino a Cosenza il pacco sospetto per poi procedere all’arresto in flagranza di reato di Antonio Segreti, classe ’81.

Il prosieguo dell’indagine ha poi consentito di acclarare come gli odierni arrestati siano effettivamente coinvolti nel traffico internazionale di sostanza stupefacente. Intercettazioni, pedinamenti, foto e video, biglietti aerei, telefonate da cabine telefoniche al call center per conoscere l’arrivo del “pacco” sono i pilastri su cui poggia l’indagine della Squadra Mobile di Cosenza.