Cosenza, donna si suicida dal Ponte Alarico (ancora senza protezione)

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Il Ponte Alarico

Dramma della disperazione a Cosenza. Una donna di 41 anni anni si è suicidata lanciandosi dal ponte Alarico, a pochi metri dalla Chiesa di San Francesco di Paola. La tragedia è accaduta attorno alle 19 di mercoledì.

B.S, queste le iniziali del nome della vittima, davanti a decine di persone tra automobilisti e passanti, ha scavalcato il muretto di cinta – abbastanza basso per chiunque – e si è lasciata andare nel vuoto ponendo fine alla sua esistenza. La donna è caduta ai margini del fiume dopo un volo di decine di metri che non le ha lasciato scampo.

Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e gli agenti di Polizia che hanno subito allertato il 118. I soccorritori non hanno potuto fare nulla se non constatare il decesso.

Sconosciuti i motivi dell’estremo gesto. Da quanto appreso, in passato pare che la vittima avesse già tentato di togliersi la vita. Probabilmente, B.S. soffriva di depressione, quel male oscuro di cui soffrono milioni di persone in Italia. Un malattia clinicamente “invisibile” che cova latente ma che si fa viva all’improvviso annientando anima e mente. E che talvolta sfocia in gesti estremi come il suicidio.

Quel ponte è stato già teatro di diversi tentativi e suicidi compiuti. Circa quindici anni fa un’adolescente si lanciò al mattino presto dallo stesso ponte. Un suicidio inspiegabile che sconvolse tutta la città di Cosenza per la giovanissima età dalla ragazzina.

Altro ponte, definito della morte, è quello di Mancini, dove si sono suicidate decine di persone. Nel tempo furono costruite protezioni che ancora esistono. Sul ponte di San Francesco-Alarico vi sono invece muretti di circa un metro a portata di bambini. Non si è mai capito perché non è stato mai posto in sicurezza.

In qualche modo le barriere del Mancini hanno fatto da “deterrente”. Non si registrano più i suicidi ricorrenti di un tempo. Ciò non significa che erigendo protezioni alte tre metri il fenomeno scompaia, ma con lo stesso obiettivo del Mancini sarebbe un bene realizzarle anche sul ponte Alarico (e, perché no, anche sul Martire). Fermo restando che chi vuol davvero farla finita troverà altri mille modi pur di uccidere il male oscuro che alberga nelle loro anime.

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