Sigilli al depuratore di Donnici: Abbandonato e pericoloso. 3 denunce

Sequestrato il depuratore di Donnici superioreAgenti del Corpo Forestale dello Stato di Cosenza hanno sequestrato il depuratore comunale di Donnici Superiore, frazione di Cosenza. Il sequestro è avvenuto a seguito di segnalazione da parte di alcuni abitanti della frazione relativa alla pessima gestione in cui versa da anni il depuratore comunale che serve gli abitanti della zona.

I forestali hanno denunciato anche tre persone: si tratta del dirigente del 2* dipartimento tecnico – sviluppo tutela e gestione del territorio del Comune di Cosenza ed i dirigenti dei settori 7 (Infrastrutture) e 8 (Ambiente).

L’attività di controllo, coordinata dalla Procura di Cosenza ha accertato la pessima gestione dell’impianto. E’ stato infatti appurato – secondo quanto reso noto – che le acque fognarie in arrivo al depuratore, a causa dell’intasamento della griglia di separazione primaria, defluiscono liberamente sul suolo circostante, formando degli acquitrini di acque putride e maleodoranti.

Da ciò emergerebbe la mancanza di manutenzione e gestione del depuratore, tanto che il cancello d’ingresso alla griglia era ricoperto da rigogliosi tralci di vite che si erano intrecciati, segno evidente del completo stato di abbandono del sito. Da verifiche espletate durante il controllo sarebbe ancora emerso che i reflui fognari, scorrendo sul suolo, sversano nella sottostante area boscata in assenza di trattamento depurativo.

Il depuratore nel momento del controllo è risultato fermo e le varie strutture atte alla depurazione delle acque erano intasate da fanghi mai smaltiti e completamente inutilizzate da tempo. Un’analoga situazione sarebbe stata riscontrata nei letti di stoccaggio dei fanghi di rifiuto, abbandonati da molto tempo e sui quali cresceva una rigogliosa flora erbacea. Si è quindi provveduto ad effettuare il sequestro dell’impianto contestando vari reati quali lo scarico di reflui sul suolo, il danneggiamento, l’attività di gestione non autorizzata di rifiuti speciali prodotti dall’impianto nel tempo ed il getto pericoloso di cose.

Il perdurante stato di abbandono del si o sarebbe causa di maleodoranti e moleste esalazioni oltre che del prolificare di insetti nocivi e ratti con i quali sono costretti a vivere gli abitati del luogo. Dai successivi controlli è emerso che non era mai stata neanche rilasciata la necessaria autorizzazione allo scarico oltre alla mancanza degli ulteriori atti amministrativi necessari alla gestione ed alla tracciabilità dei rifiuti fangosi prodotti nel sito. Tutte ipotesi che hanno portato al deferimento dei tre manager comunali.