Svolta nel duplice omicidio di San Lorenzo, fermato Luigi Galizia

Luigi Galizia
Luigi Galizia

Svolta nel giallo del massacro a San Lorenzo del Vallo, in provincia di Cosenza. E’ stato fermato il presunto autore del duplice omicidio di Edda Costabile e Ida Attanasio, madre e figlia, di 77 e 52 anni, uccise il 30 ottobre scorso mentre si trovavano nel cimitero di San Lorenzo.

Si tratta di Luigi Galizia, 37 anni, fratello di Damiano, il 31enne ucciso nell’aprile scorso a Rende da Francesco Attanasio, figlio e fratello delle vittime. Galizia dopo il massacro aveva fatto perdere le proprie tracce. Dopo qualche giorno, sotto pressione per le ricerche delle forze dell’ordine, si consegnò ai militari di Spezzano Albanese.

Il fermo è stato disposto, al termine di un lungo interrogatorio, dal procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla e dal pm Giuliana Rana ed è stato eseguito dai carabinieri del Comando provinciale e dalla Squadra mobile della Questura di Cosenza. Gli investigatori hanno anche eseguito delle perquisizioni.

Il duplice omicidio è avvenuto domenica mattina 30 ottobre intorno alle 10 presso il camposanto di San Lorenzo del Vallo. Un eccidio consumato da un killer a viso scoperto che ha portato a termine la sua missione di morte davanti a un centinaio di persone. Il procuratore Facciolla lanciò un appello affinché si facessero avanti quanti avessero visto qualcosa. Ma il clima, in prima battuta, fu abbastanza omertoso. Solo dopo qualche giorno iniziò a parlare qualche testimone oculare. Alcuni avrebbero riferito di aver visto il killer in faccia.

VIDEO DELL’ARRESTO DI LUIGI GALIZIA

Il movente del massacro al cimitero potrebbe ricondursi a una vendetta per l’omicidio di Damiano Galizia, ucciso lo scorso 26 aprile 2016 a Rende da Francesco Attanasio, figlio e sorella di Edda e Ida. Ma potrebbe esserci altro. Damiano Galizia era ritenuto vicino ai locali clan di ‘ndrangheta.

E sembrerebbe esserci un legame tra i delitti di San Lorenzo, quello di Rende (maturato per un prestito non onorato di 17mila euro), e un arsenale di armi rinvenuto in un garage a Quattromiglia di Rende, presso il complesso Il Girasole.

Fu lo stesso Attanasio, oggi recluso per l’omicidio di Damiano, a svelare alla Polizia i timori che all’interno del box che aveva fittato per conto di Galizia, potesse trovarsi qualcosa di pericoloso. La Squadra mobile cosentina il 27 aprile trovò infatti un vero arsenale da guerra. Un giallo intrecciato su cui indagano tre diverse procure, tra cui la Dda di Catanzaro.  Sullo sfondo, le ‘ndrine dell’Alto Ionio cosentino.

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Solo dopo aver fatto ritrovare l’arsenale di armi, la notte tra l’1 e il 2 maggio agli investigatori, Attanasio, confessò il delitto e fece ritrovare il cadavere di Damiano Galizia in un appartamento di contrada Dattoli, a Rende.

Il giorno seguente, ignoti hanno incendiato la tomba al cimitero di San Lorenzo dove riposa il fratello dell’assassino, che porta il suo stesso nome, morto 30 anni prima in un incidente. E davanti a quel loculo, giusto 6 mesi dopo, l’assassino ha freddato  i due congiunti di Attanasio.