Picchia la convivente, arrestato polacco di 49 anni

maltrattamenti in famiglia La Squadra Mobile della Questura di Cosenza ha arrestato un cittadino polacco per maltrattamenti in famiglia. Si tratta di Oktawian Julian Gorczyk, classe 1967.

Il personale della Questura di Cosenza, alle direttive del Questore Luigi Liguori, riguardo l’uomo aveva ricevuto la prima segnalazione sul 113 nel mese di settembre scorso circa gli atteggiamenti violenti di Gorczyk all’interno delle mura domestiche, in particolare nei confronti della compagna convivente.

Altre chiamate al 113 si sono susseguite nelle settimane successive e, nonostante l’atteggiamento non collaborativo della vittima, che non ha mai denunciato il presunto aguzzino, le attività d’indagine del personale della Squadra Mobile hanno permesso di appurare che più volte la donna aveva subito violente percosse dal convivente.

Nel mese di dicembre 2016, dopo diversi tentativi di procedere alla testimonianza della vittima, la donna si presentava spontaneamente negli Uffici della Squadra Mobile e, pur confermando di essere stata schiaffeggiata più volte dal convivente, nei mesi precedenti, cercava di sminuire i fatti.

Giustificava l’atteggiamento del convivente adducendolo alla perdita del lavoro che lo aveva indotto ad abusare di alcool. L’ultimo episodio risale al 28 dicembre scorso, in seguito ad una segnalazione di lite in famiglia presso l’abitazione dei due, pervenuta al 113 e nonostante il pronto intervento della volante ancora una volta la vittima si rifiutava di denunciare le violenze subite, nonostante in viso presentasse forti rossori sospetti.

A conclusione dell’attività d’indagine si è accertato, inoltre, che già nel 2004 Oktawian Julian Gorczyk era stato già denunciato per maltrattamenti, pertanto si è acquisito un quadro indiziario che ha permesso di ritenere che l’uomo, spesso ubriaco, aveva posto in essere una continua e sistematica condizione di sopraffazione violenta ai danni della propria convivente.

Il quadro indiziario a carico dell’arrestato è supportato anche dalle dichiarazioni rese da alcune amiche della vittima che, in talune circostanze, avevano assistito alle percosse e, quindi, richiesto l’intervento della Polizia di Stato.