Furbetti all’ospedale di Rogliano, sospesi medici. VIDEO FOTO DETTAGLI

Furbetti del cartellino ospedale Rogliano Invece di lavorare timbravano e tornavano a casa o si facevano strisciare il badge da colleghi compiacenti per dedicarsi ai loro hobby, come giocare alle slot machine piuttosto che recarsi al market a fare la spesa.

Così 4 persone, due medici un infermiere e un ausiliario dell’ospedale di Rogliano, distretto dell’Asp di Cosenza, sono stati sospesi per un anno; mentre 14 persone sono obbligati a “timbrare” prima e dopo il lavoro davanti a ufficiali della polizia giudiziaria.

E’ questo l’esito di un blitz dei carabinieri di Rogliano che hanno notificato 18 provvedimenti emessi dal gip presso il tribunale di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica guidata da Mario Spagnuolo.

I presunti furbetti del cartellino, accusati di truffa ai danni dello Stato, sono stati scovati dopo una lunga indagine che li ha visti operare con sistematica continuità nel frodare l’Asp da cui ricevevano ogni mese lauti compensi per prestazioni in effetti mai svolte, o almeno svolte in parte.

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Ogni giorno, secondo quanto documentato dai carabinieri della Compagnia di Rogliano, c’era qualcuno che si occupava di strisciare i cartellini per tutti. E questo consentiva ad alcuni di accompagnare i figli a scuola per poi tornare tranquillamente a casa, o svolgere attività nel proprio studio privato durante l’orario di servizio.

Inoltre, i medici e dipendenti Azienda sanitaria provinciale, anziché trovarsi sul posto di lavoro, venivano visti anche per le vie della cittadina occupati nelle faccende più disparate, dal fare la spesa al supermercato fino ad arrivare a spendere il tempo pagato dai contribuenti giocando alle slot machine.

E’ un sistema consolidato quello scoperto dai militari che indigna e fa irritare quanti in questa regione non riescono a trovare lavoro. E sui social si sono scatenate molte reazioni al grido di “licenziamento”, che costoro, ora rischiano sul serio, come provvedimento disciplinare dall’Asp di Cosenzza. Gli strumenti ci sono tutti, a meno non si voglia per l’ennesima volta proteggerli e far finta di nulla.