“Mettila a 90 gradi”. Polemiche ma anche tanta pubblicità

manifesto pubblicitarioA Cosenza saranno rimossi i manifesti di una nota azienda che lanciano un messaggio, ad avviso del comune “mortificante” per le donne. Lo ha deciso il sindaco di Cosenza, per il territorio dove i cartelloni ricadono, specificando di essere disposto anche ad eventuali “cause legali” di risarcimento per danni di immagine a chi ha acquistato lo spazio comunale.

Sui manifesti, affissi per il periodo di San Valentino, appaiono frasi a doppio senso che hanno scatenato polemiche sui social. Il primo cittadino ha deciso pertanto di intervenire annunciando la rimozione dei 6×3 ritenuti lesivi della “dignità della donna”.

“Non possiamo consentire – ha detto il primo cittadino – che vengano diffusi messaggi di arretratezza culturale né, tantomeno, che feriscono la sensibilità femminile già fin troppo vituperata, e non solo, a causa di episodi di attualità che tutti conosciamo”.

Manifesti provocatori (alla Oliviero Toscani), che hanno suscitato certamente l’effetto sperato per chi ha ideato il messaggio pubblicitario, poiché il tam tam in rete poi rimbalzato sui media locali ha prodotto un gran “ritorno” in termini di propagandistici. In città, infatti, non si parla d’altro. Il manifesto, che quì oscuriamo in parte per ovvie ragioni, è stato riprodotto migliaia di volte su Fb. Più centrata di così, una campagna, non poteva essere.

Non si esclude che proprio al fine di avere l’effetto desiderato sia stato dato input sui social di dire pesta e corna, altrimenti sarebbe passato inosservato. “Che parlino male, purché se ne parli”, è l’adagio ducesco che accompagna molti creativi di campagne pubblicitarie.