Manifesti polemici, KeYaKù querela Occhiuto: “E’ un abuso. Pensi ai disabili”

barriere architettoniche occhiutoLa ditta di comunicazione KeYaKù che ha affisso i manifesti ieri al centro di polemiche, ha annunciato di querelare il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto dopo che questi ha disposto la rimozione dei manifesti che recavano una nota marca di elettrodomestici con una frase a doppio senso ritenuta lesiva della dignità della donna.

“Ci spiace dover prendere atto che, in data odierna, – scrive l’amministrazione titolare del marchio KeYaKù – le minacce del sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, hanno trovato riscontro nella rimozione anticipata dei manifesti pubblicitari legittimamente affissi negli spazi comunali di Cosenza”.

“Premettendo – sottolinea la società – che in tali manifesti non era presente alcuna raffigurazione oscena e tantomeno osceno può intendersi, nel pieno rispetto della normativa vigente, quello che potrebbe essere inteso come un doppio senso, lasciato alla libera interpretazione del lettore (la malizia è negli occhi di chi legge), abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale al fine di depositare querela presso la Procura della Repubblica di Cosenza nei confronti del Sindaco, per il gravissimo abuso commesso”.

“I cartelloni illegittimamente rimossi saranno ripristinati a nostra cura nella giornata odierna, del resto lo stesso Occhiuto agisce sapendo di commettere un illecito; inequivocabili sono in tal senso le sue parole: “Non ci interessano eventuali conseguenze legali per la rimozione anticipata di questi cartelloni”, in cui egli stesso non paventa generiche azioni legali, ma dimostra piena consapevolezza di quelle che saranno le “conseguenze legali” della sua azione”.

“In merito a questioni di natura morale, siamo obbligati a dover osservare come ancora una volta la politica, in preda ad una deriva puramente populista, si preoccupi di rimuovere i manifesti pubblicitari piuttosto che di osservare i disagi della cittadinanza, in primo delle donne e dei disabili, che subiscono continuamente soprusi con la colpevolezza di un’amministrazione sempre più cieca ai diritti dei più deboli, ma che per accaparrarsi qualche consenso si erge arbitrariamente a censore della libera comunicazione”.

“Ricordiamo al Sindaco che sarebbe più nobile dar voce alla disperazione dei cittadini, piuttosto che a reclami di natura meramente demagogica”. KeYaKù in un lungo posto su Fb riporta le parole di una donna e mamma di Cosenza che “sicuramente assurge a simbolo di tante inadempienze commesse da un’amministrazione attenta esclusivamente al clamore mediatico”.

La donna, madre di un minore disabile, riporta KeYaKù, lamenta il mancato abbattimento delle barriere architettoniche”. A questo proposito, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tematica che ha ben altro valore che non un manifesto, partirà a breve una campagna di sostegno al sacrosanto diritto dei disabili a vivere in una città a misura di bambino, dove siano garantite le condizioni di vita per tutti, senza dover costringere, ad esempio, le donne e le madri a doversi chinare a 90 gradi pur di consentire ai figli in carrozzina di attraversare la strada, scendere un marciapiede o una scalinata.