Cosenza, applausi per Biagio Izzo nel Bello di papà di Salemme

Cosenza, applausi per Biagio Izzo nel Bello di papà di Salemme
Un momento della commedia aL Rendano

L’ennesimo sold out, ieri sera, per la “Stagione teatrale 2016/2017” del Teatro Rendano a cura de “L’AltroTeatro”. In scena, la commedia scritta e diretta da Vincenzo Salemme “Bello di papà”, con un esplosivo Biagio Izzo. Lunghi applausi e risate a scena aperta per una commedia che indaga la società contemporanea e la crisi di mezza età.

Evento patrocinato dall’amministrazione comunale di Cosenza e organizzato da un gruppo di operatori del mondo dello spettacolo locale: Enzo Noce, Giuseppe Citrigno e Gianluigi Fabiano. Sul palco del Teatro A. Rendano 14 appuntamenti all’insegna del divertimento e del puro spettacolo. Prosa, commedie e tanta musica questi gli ingredienti del cartellone ideato da “L’AltroTeatro”.

“Bello di papà” – “I figli non si scelgono, si accettano quelli che arrivano” è così che Biagio Izzo saluta il pubblico del Teatro Rendano. Una commedia che Salemme scrisse nel 2006, ora affidata alla comicità esplosiva di Izzo. Questa nuova versione ha, per ovvie ragioni, delle differenze rispetto all’originale, mantenendone però inalterati il brio e la trascinante comicità, proponendo una tipica farsa napoletana che diverte molto.

L’idea di questa commedia nasce da un paradosso, spiega il regista Vincenzo Salemme: “Un uomo che non vuole avere figli costretto a ricevere in casa un coetaneo che ha bisogno di ritornare ad essere un figlio- continua- Mi sembra che Antonio Mecca, il protagonista, possa rappresentare in versione comica, il travaglio della generazione dei cinquantenni che dall’inizio di questo millennio viene messa in discussione”. Antonio Mecca (Biagio Izzo) è un dentista affermato, con una bella casa ed una bellissima compagna ucraina (Yuliya Mayarchuck).

Conservatore, maniaco dell’ordine e della pulizia, egoista e classico cinquantenne del sud, è terrorizzato dall’idea di un potenziale matrimonio, ma soprattutto da quella di avere dei figli. Un giorno, in casa sua, fa irruzione uno psichiatra (Mario Porfito) che gli annuncia il tentato suicidio del suo caro amico Emilio (Domenico Aria), un tragico evento che lo ha portato a regredire mentalmente fino all’età di sette anni. L’unica terapia per farlo rinsavire è farlo vivere per alcuni mesi passando gradualmente, tramite ipnosi, dai sette ai dodici fino ai diciotto anni.

Il problema è però che il 45enne Emilio è orfano e non ha nessuno che possa tenerlo, quindi Antonio è costretto controvoglia a prenderlo in casa e ad “interpretare” il ruolo del padre. Come se non bastasse prenderanno parte alla messa in scena, loro malgrado, anche il bassissimo fratello di Antonio (Arduino Speranza) e la sua appariscente e volgare consorte (Rosa Miranda), la mamma (Adele Pandolfi) e l’assistente dello psichiatra (Luana Pantaleo), anch’essa regredita allo status di bambina. Il tutto genera gag esilaranti, equivoci, risate, costringendo il povero Antonio a fare i conti con la realtà genitoriale che ha sempre cercato di evitare, in uno scontro generazionale dal finale imprevedibile.

Biagio Izzo conferma, anche in questo nuovo spettacolo, una grande verve comica affiancato da un cast di attori di altissimo livello. Tra questi: Mario Porfito nel ruolo dello psichiatra approfittatore, ma anche Rosa Miranda nel ruolo del “donnone” che vessa continuamente il malcapitato e “curto” marito, un sottomesso e simpatico Arduino Speranza .Tante risate per una commedia divertente, ma con un sottotesto impegnativo, che dimostra quanto sia bello avere un figlio:

“Chi conosce Vincenzo Salemme sa che al di là delle risate lancia sempre un messaggio – spiega Izzo – Ho scoperto in lui un grande regista sia teatrale. Le sue storie non sono mai scontate, ma soprattutto sono vere: Antonio Mecca, il personaggio che interpreto, nella realtà non esiste, ma incarna un’intera generazione di cinquantenni, un po’ bamboccioni, che non intendono prendersi le loro responsabilità. Eterni Peter Pan non vogliono crescere. Come regista Salemme è magnifico – continua Izzo- Ogni singolo spostamento deve essere motivato e il pubblico di fronte alle sue scelte non può fare altro che constatare che non ci sarebbe stata altra soluzione. E’ questa la sua grandezza”.