Hacker mette ko il sito Iacchitè. Carchidi: “Presto saremo online”

La home page di Iacchitè come si presenta ai visitatori. A destra Gabriele Carchidi
La home page di Iacchitè come si presenta ai lettori. A destra Gabriele Carchidi

Ignoti hanno hackerato ieri il sito Iacchitè, il giornale online molto popolare a Cosenza, diretto dal giornalista Gabriele Carchidi.

Il sito è offline da mercoledì mattina quando il direttore ha comunicato sul suo profilo Facebook che sul sito c’era stato un “grave problema tecnico”. Stamane la notizia di un hacker. La home page del sito web iacchite.com indica la modalità di manutenzione. Interpellato, il giornalista ha spiegato che si tratta di un attacco “raffinato”, fatto “ad arte” da chi vorrebbe zittire una voce libera e indipendente come Iacchitè.

Il giornale, rassicura Carchidi dovrebbe tornare online a breve “per continuare a dare voce ai fatti”. “Qualcuno – afferma – è entrato e ha fatto un delete totale di articoli e foto. Abbiamo diversi backup che stiamo cercando di sistemare con l’aiuto dei nostri tecnici. Qualcosa andrà perduto, ma col tempo ricostruiremo tutto”.

Iacchitè è il giornale di controinformazione più seguito a Cosenza e provincia, ma è anche popolare negli altri capoluoghi di provincia calabresi. E’ invece molto inviso ai politici e non solo di cui il giornale parla tutti i giorni. Tanti gli articoli “dedicati”, ad esempio, al sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto il quale lo ha trascinato più volte in tribunale. Ieri l’architetto ha vinto contro il giornalista una causa per diffamazione aggravata.

Il Giudice monocratico del Tribunale di Cosenza, Enrico Di Dedda, ha emesso infatti nei confronti del direttore un dispositivo di condanna – per una sola imputazione su 4 – a sette mesi per aver bollato il primo cittadino come “il sindaco più squallido e viscido della storia”. Per gli altri tre capi di imputazione, sempre per diffamazione, il giudice ha invece assolto Carchidi e Michele Santagata per non aver commesso il fatto.

Non è la sola causa che ha Carchidi per diffamazione: “Ho una settantina di procedimenti che però non fermeranno la mia determinazione a fornire ai cosentini e ai calabresi una informazione indipendente. Questo è il prezzo da pagare per essere liberi di raccontare la verità”. La nostra solidarietà per l’attacco subìto a Iacchitè e al suo direttore.