Il ruolo della Cina al Master in Intelligence dell’Unical

master in Intellligence
Futuri 007 con il direttore del master Mario Caligiuri, e gli esperti Ferrara e Rao

L’interesse nazionale e il ruolo della Cina sono stati i temi delle lezioni conclusive della sesta edizione del Master in Intelligence dell’Università della Calabria diretto da Mario Caligiuri, che ha introdotto i docenti Alessandro Ferrara, del Reparto Analisi dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna, e Giuseppe Rao della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha portato i saluti dell’Ateneo il Pro-Rettore Domenico Saccà che ha spiegato come l’Università della Calabria segua con grande attenzione questo processo formativo, che si inserisce nella strategica area della sicurezza che si declina sempre di più nella dimensione cyber.

È quindi intervenuto Alessandro Ferrara che illustrato il bisogno di intelligence presente nella società e che oggi rappresenta un tema centrale sia per la comprensione della realtà che come necessità formativa. Facendo riferimento al celebre quadro di Renè Magritte, ha precisato che oltre al tradimento delle immagini c’è anche quello delle parole, sommerse dalla quantità delle notizie e dalla disinformazione.

Ferrara ha poi argomentato che “c’è la necessità di capire quello che realmente accade e i futuribili, cioè i futuri possibili. In tale quadro assume importanza la dimensione previsionale dell’intelligence e il capitale personale, composto dalla conoscenza e dalla cultura, che diventano poi capitale sociale”. L’intelligence diventa – ha ricordato Ferrara – capacità di interpretare e decidere meglio. Successivamente, si è poi soffermato sui meccanismi di selezione delle élite criminali, specificandone in molti casi la natura meritocratica della selezione. Ferrara ha concluso dicendo che l’interesse nazionale diventa una bussola di orientamento per le classi dirigenti.

Giuseppe Rao della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha iniziato la sua lezione invitando a comprendere come stanno effettivamente le cose, tenendo conto della velocità del cambiamento in uno scenario globale dove la Cina è diventata una grande potenza industriale e un mercato ineludibile composta da circa un sesto della popolazione mondiale. Nonostante vi siano enormi problemi, come la corruzione e l’inquinamento, la Cina investe in
tutto il mondo determinando anche parte dell’economia italiana.

Un Paese che – ha ribadito – impiega cifre enormi sulla ricerca e che si è proposta di arrivare sulla luna nel 2025. Questo risultato – secondo Rao – è stato possibile per la presenza di una classe dirigente attenta al consenso popolare, dotata di una visione, che predispone programmi e valorizza il merito. “Al potere in Cina si preferisce la conoscenza” ha ribadito, concludendo che “la stella cometa delle classi dirigenti dovrebbe essere l’interesse nazionale”.

Il Direttore Mario Caligiuri ha concluso la lezione specificando che i docenti, pur trattando temi assai differenti e con prospettive diverse, sono giunti alle stesse conclusioni: l’intelligence è fondamentale per l’interesse nazionale. Alla fine della lezione, è stato distribuito a tutti gli studenti l’ultimo numero di “Gnosis”, la ormai nota rivista italiana di Intelligence promossa dall’A.I.S.I. In questo numero, il primo del 2017, è contenuto anche il saggio di Mario Caligiuri “L’insostenibile leggerezza delle Élite democratiche”.

Il Master in Intelligence dell’Università della Calabria proseguirà con le attività di stages, presso istituzioni pubbliche e private, e con i laboratori dedicati alla cyber inelligence. La discussione della tesi finale è prevista per il mese di dicembre. In estate verrà diffuso il bando per l’ammissione alla settima edizione del Master Intelligence che nel 2007 è stato il primo percorso formativo del genere in un ateneo pubblico italiano, con il sostegno del Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga.