Accoglienza dorata, ras pagati due volte: dallo Stato e dai migranti

accoglienza rifugiati caporali sila “I migranti fruttano più della droga”, disse il ras delle cooperative Salvatore Buzzi intercettato dal Ros nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. Come non dargli ragione a vedere cosa succede non solo con il traffico quotidiano di esseri umani, ma soprattutto per la loro gestione. Un business da capogiro da far venire le vertigini ai cartelli di narcotrafficanti sudamericani.

E’ un bubbone che rischia di implodere quello dei centri di accoglienza per i migranti. Quanto scoperto a Camigliatello Silano, nel cosentino, non è il primo e non sarà l’ultimo caso in ordine allo sfruttamento di manodopera, questa volta in danno a rifugiati, costretti a lavorare per undici ore al giorno a raccogliere fragole e patate della Sila o a pascolare il gregge.

Secondo quanto accertato dai carabinieri di Cosenza in una inchiesta coordinata dalla locale procura della Repubblica, i migranti al mattino presto venivano dislocati dai responsabili dei centri di accoglienza presso alcune aziende agricole che si vedevano così ceduta manodopera a basso costo.

Una forma illecita, giacché i responsabili delle due strutture nel mirino degli inquirenti per mantenere i profughi incassano dallo Stato 35 euro al giorno. E quì, ad alcuni indagati viene contestato anche il reato di tentata truffa e di abuso di ufficio. Somma che, secondo quanto riferito dal procuratore capo Mario Spagnuolo, a questo punto, “rimaneva netta nelle tasche” degli organizzatori delle residenze per gli immigrati. Tutto guadagno, insomma.

E’ poi c’era il caporalato, dove si fa anche la cresta sul lavoro altrui. Nella circostanza, sarebbero stati pagati due volte. Immigrati sfruttati “che dipendono in tutto e per tutto da chi ha il compito di organizzare la loro residenza e invece li ha sfruttati per farli lavorare in condizioni disumane e veramente mortificanti”.

A far scattare l’inchiesta la denuncia di un immigrato stufo di essere sfruttato. Dal settembre 2016 i militari della stazione di Camigliatello Silano e del comando provinciale guidato dal colonnello Fabio Ottaviani, indagano e viene a galla una vera propria “agenzia del caporalato”, un centro per l’impiego clandestino che cedeva manodopera a prezzi stracciati ad aziende del posto per la raccolta di patate e fragole, piuttosto che per pascolare il bestiame. Tutto, ha detto il procuratore aggiunto Marisa Manzini, “in condizioni lesive della dignità umana”. Le indagini sono ancora in corso e non si escludono altri blitz nel mondo dorato dell’accoglienza.