Cosenza, a rischio scioglimento 69 comuni senza bilancio

prefettura di Cosenza
La prefettura di Cosenza

Una settantina di comuni della provincia di Cosenza, su 155, rischiano lo scioglimento per non aver approvato e presentato il bilancio relativo al 2016, atto di rendiconto necessario in assenza del quale è previsto lo scioglimento.

In una nota, il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, atteso che non sono pervenuti i bilanci degli enti, informa di aver “diffidato 69 comuni ad adottare il documento contabile a seguito della mancata approvazione del rendiconto di gestione per l’anno 2016 entro il termine di legge del 30 aprile 2017”.

“Decorso infruttuosamente il termine previsto nell’atto di diffida – si legge in una nota della prefettura – si potrebbe concretizzare la necessità di esercitare i poteri sostitutivi previsti all’art. 141, comma 2 lettera c), del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al Decreto legislativo 267/2000, nonché avviare il procedimento per lo scioglimento dell’Organo consiliare”.

Cosa dice l’articolo 141 del testo unico sugli enti locali
“Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1, trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, l’organo regionale di controllo nomina un commissario affinchè lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al consiglio. In tal caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio. 2-bis. Nell’ipotesi di cui alla lettera c-bis) del comma 1, trascorso il termine entro il quale gli strumenti urbanistici devono essere adottati, la regione segnala al prefetto gli enti inadempienti. Il prefetto invita gli enti che non abbiano provveduto ad adempiere all’obbligo nel termine di quattro mesi. A tal fine gli enti locali possono attivare gli interventi, anche sostitutivi, previsti dallo statuto secondo criteri di neutralità, di sussidiarietà e di adeguatezza. Decorso infruttuosamente il termine di quattro mesi, il prefetto inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio”.