In carcere per il delitto di Cocò, ordini per vendicarsi, 8 arresti

Cosimo Donato
Nel riquadro Cosimo Donato

CASTROVILLAFRI (COSENZA) – Dalle prime luci dell’alba, nei Comuni di Firmo, Lungro, Spezzano Albanese, Cetraro, i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza – Compagnia di Castrovillari, stanno dando esecuzione a 8 ordinanze di custodia cautelare, di cui 2 in carcere e 6 agli arresti domiciliari, emesse dal Tribunale di Castrovillari, scaturite a conclusione di complessa attività info-investigativa, anche di tipo tecnico, condotta dal personale in forza al Norm-Aliquota Operativa della Compagnia di Castrovillari, sotto la direzione della locale Procura.

L’indagine ha fatto emergere il comportamento illecito di svariati soggetti che si associavano tra loro, costituendo, organizzando, promuovendo la commissione di più delitti tra cui detenzione e porto di armi comuni e clandestine; acquisto, spendita ed introduzione nello Stato di banconote falsificate; truffa; ricettazione; furto in abitazione; detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; estorsione.

L’attività investigativa nasce a seguito dell’arresto di due malviventi residenti nel comune di Firmo, Cosimo Donato e Faustino Campilongo, (coinvolti per l’omicidio del piccolo Cocò) per la commissione di una serie di altri reati. Ipotizzando che dal carcere i malviventi potessero continuare a gestire i loro affari criminali, sono state condotte intercettazioni ambientali all’interno dell’istituto detentivo durante i colloqui con i familiari.

Da quell’ascolto emergeva come i timori dei militari fossero fondati e che in particolare uno dei due malviventi, Cosimo Donato, a parte covare propositi di vendetta nei confronti dei Carabinieri che avevano proceduto al suo arresto, dettasse disposizioni ai familiari per condurre e proseguire, in sua assenza, attività delittuose di vario genere. Le investigazioni venivano estese ai componenti della famiglia ed ai loro fiancheggiatori.

Di particolare rilievo la figura della moglie di Donato, Vittoria Bellusci, che riceveva direttamente le disposizioni in carcere per poi moltiplicarle tramite i componenti della famiglia. Le attività tecniche ed i relativi approfondimenti investigativi, sottolineano gli investigatori, hanno consentito di effettuare numerosi riscontri, il rinvenimento di armi (due fucili, una pistola e relativo munizionamento), stupefacenti e banconote contraffatte.

Per i citati fatti, nel settembre del 2016, la Compagnia Carabinieri di Castrovillari aveva già eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere e denunciato in stato di libertà diversi affiliati. Tuttavia, permanendo esigenze cautelari suffragate da ulteriori risultanze investigative acquisite dall’Arma nei confronti degli elementi di maggior spicco del sodalizio (i quali nel frattempo avevano riottenuto la libertà), il pm titolare delle indagini reiterava apposita richiesta al Gip che emetteva il provvedimento odierno.