Sbarco Corigliano, in carcere tre scafisti: “Criminali pericolosi”

Barche ormeggiate al Sabrata, Libia
Barche ormeggiate al porto di Sabrata, in Libia

COSENZA – Tre giovani africani ritenuti gli scafisti dello sbarco di migranti avvenuti il 15 luglio scorso nel porto di Corigliano Calabro sono stati fermati dalla Polizia di Stato di Cosenza con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’introduzione illegale di clandestini e favoreggiamento dell’immigrazione.

L’arresto, sulla scorta degli elementi probatori raccolti, sono stati già convalidati dal gip del tribunale di Castrovillari. In carcere sono finiti tre africani: Bubakar Fofana, di 25 anni, nato in Mali; Ishmail Brima, 23, (Sierra Leone); Abdul Kamara, 19enne anch’egli della Sierra Leone.

Le indagini, coordinate dalla procura diretta da Eugenio Facciolla (pm Antonino Iannotta) e condotte dalla task force di polizia subito dopo l’attracco dell’imbarcazione, hanno consentito di accertare gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre presunti trafficanti di uomini.

Il 15 luglio nel porto di Corigliano era giunta la nave “Fgs Rhein” della Marina Militare tedesca, con a bordo 918 migranti. Il gruppo di migranti era composto da 595 uomini, 120 donne, delle quali 14 incinte e 203 minori, tutti sub sahariani.

In particolare, le indagini effettuate dal pool interforze (Squadra mobile di Cosenza, Guardia di finanza sezione navale di Corigliano e Capitaneria di Porto), che si sono avvalse della precisa collaborazione di alcuni migranti, hanno consentito di accertare come Fofana fosse colui che in località Sabrata (Libia) faceva parte dell’organizzazione criminale che gestiva il traffico di esseri umani verso le coste italiane, più specificamente organizzando i viaggi dei migranti dal Centro Africa fino in Libia per poi ammassarli all’interno di un edificio nella sua disponibilità, per poi imbarcarsi egli stesso, la sera del’11 luglio scorso, dalla spiaggia della medesima località.

Gli altri due soggetti, Ishmail Brima e Abdul Kamara, secondo quanto accertato, erano invece coloro che avevano materialmente condotto il gommone con i migranti poi recuperato nel Mediterraneo.

I tre individui, dopo la loro individuazione, venivano trovati in possesso di diversi telefoni cellulari, di denaro contante e di supporti informatici, che venivano posti sotto sequestro, in attesa dell’effettuazione di un’accurata analisi e dell’estrapolazione dei dati in essi contenuti. I soggetti fermati sono stati poi associati alla casa circondariale di Castrovillari.

FACCIOLLA: “Sistemano migranti su gommoni e poi si ritrovano in punto preciso” – “Riteniamo – ha detto il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla – che abbiano cambiato il modo di raggruppare le persone, che vengono sistemate su gommoni diversi che poi si ritrovano in un punto preciso del Mediterraneo, vicino alla Libia, e trasbordati su un’unica barca”.