Usura, droga e furti: altre 4 misure a Cosenza. NOMI/FOTO/VIDEO

passaggio denaroUsura, spaccio di droga e furti. Sono queste le accuse con cui i finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato 4 ordinanze di misure cautelari ad altrettante persone in una operazione, denominata “Ovuli itineranti”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza.

Su tratta di Gianluca Maestri, che finisce agli arresti domiciliari. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Andrea Librandi, Roberto Laratta, Jonathan Bianchino.

L’operazione, distinta rispetto a quella condotta dalla Squadra mobile della questura bruzia, con cui sono stati arrestati 7 spacciatori, si inquadra in un contesto rafforzato di controllo del territorio volto a reprimere lo spaccio di droga e i reati predatori.

L’operazione ha portato all’esecuzione di 4 misure cautelari personali e di varie perquisizioni locali, effettuate con l’ausilio delle unità cinofile del Corpo, nonché a trarre in arresto, lo scorso mese di Marzo, due spacciatori che avevano ingerito ovuli imbottiti di eroina.

Le investigazioni si avviavano nei confronti di un appartenente alla malavita cosentina che praticava condotte usuraie ai danni di una vittima, che versava in condizioni di difficoltà economica, alla quale venivano applicati interessi annuali pari al 120 % della somma prestata.

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Le fiamme gialle calabresi ricostruivano stretti rapporti d’interesse tra l’usuraio ed altri soggetti dediti principalmente allo spaccio di droga, destinata al consumo locale, ed ai furti di accessori di autoveicoli, rivenduti nel mercato parallelo per occultarne la provenienza.

Gli spacciatori per rifornirsi della sostanza stupefacente utilizzavano un singolare modus operandi che consisteva nello stipulare preliminari accordi con i fornitori, situati nella zona di Casal di Principe (Caserta), e nell’incaricare del trasporto della stessa altre persone che ingerivano ovuli contenenti eroina, all’intero del proprio corpo, e ricevevano un compenso solo se la consegna andava a buon fine.

Ad insospettire i finanzieri è stato il comportamento di taluni individui che si recavano frequentemente nella città di Cosenza, simulando visite di cortesia nei confronti di amici o conoscenti, mentre nei fatti operavano come veri e propri corrieri umani di droga.

Proprio il monitoraggio di questi comportamenti ha permesso di selezionare due uomini, provenienti dalla zona del casertano, che sottoposti ad esami diagnostici, presso il locale ospedale, risultavano aver ingerito un considerevole quantitativo di “eroina bianca”, caratterizzata dall’elevata purezza, con cui si sarebbero potute realizzate oltre 700 dosi.

Provvidenziale si è rilevato l’arresto di uno dei due soggetti, gravato da precedenti specifici, che aveva programmato, nei giorni immediatamente successivi, l’esecuzione di una rapina in un ufficio postale situato nella provincia di Cosenza.

In queste due occasioni del tutto peculiare si è rilevato il ruolo dei cosiddetti “ovulatori” che, a differenza di quanto avviene nella maggior parte dei casi di cronaca, non sono stati impiegati per il trasporto della droga da paesi esteri ma bensì in attività di “spaccio interno”, ovvero per movimentare eroina tra due località situate all’interno del territorio nazionale.

Queste tecniche di trasporto occulto, particolarmente difficoltose da individuare in occasione dei controlli di polizia, risultano molto pericolose per la salute dei soggetti che le praticano poiché li espongono al rischio di rottura degli ovuli e alla diffusione diretta della sostanza stupefacente nell’organismo.

I dettagli delle due operazioni, quella della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza (11 arresti in tutto), verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata presso gli uffici della Procura della Repubblica di Cosenza alla presenza del procuratore Mario Spagnuolo, dell’aggiunto, Marisa Manzini, del questore di Cosenza, del comandante provinciale della Guardia di Finanza e degli investigatori.