Migranti, Marziale: “In un mese spariti 118 minori dopo sbarchi a Corigliano”

migranti minori“Tra il 30 giugno e il 30 luglio risultano dispersi sul territorio 118 minori stranieri non accompagnati sui 346 sbarcati soltanto sul porto di Corigliano Calabro”: è quanto comunica il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale.

“I dati – spiega Il Garante – sono stati raccolti da Maurizio Alfano, che ho personalmente incaricato di coadiuvarmi in questa difficile opera di ricognizione, grazie anche alla collaborazione dell’amministrazione comunale e delle strutture preposte all’accoglienza o all’inserimento di questi sventurati ragazzi”.

“Dalle informazione raccolte – continua il Garante – è da rilevarsi che la soglia anagrafica dei naufraghi minorenni si è sensibilmente abbassata, mentre è aumentata del 15% circa la percentuale di sbarcati rispetto al 2016 e, tra questi, ben 11 ragazze, 9 delle quali, grazie all’intervento di Alfano per conto dell’Ufficio del Garante, sono state subito inviate in strutture di prima accoglienza sul territorio italiano, evitando così situazioni di scongiurabile promiscuità, anche se drammaticamente 2 di loro risultano disperse”.

“Un altro rilievo da non sottovalutare concerne la provenienza dei minorenni coinvolti in questo esodo – evidenzia Marziale – come la Somalia e l’Eritrea, prima d’ora coinvolti solo marginalmente”.

Il Garante continua: “Difficile non dirsi preoccupati davanti ad un simile quadro, soprattutto se si tiene in considerazione la recente denuncia del Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, proprio sull’allontanamento dei minorenni, alcune volte addirittura attesi da furgoni pronti a caricarli e portarli chissà dove. Si può immaginare al ricongiungimento con altri parenti già in Italia o in Europa, ma si possono immaginare anche tante altre e sinistre possibilità”.

Per Marziale: “Il governo e le istituzioni europee devono molto alle prefetture, e un ringraziamento personale rivolgo io al prefetto Tomao, ai comuni coinvolti e a tutti gli attori di queste autentiche missioni di accoglienza, senza il cui apporto la situazione risulterebbe ingestibile, ma ciò evidentemente non basta a garantire ai minorenni sicurezza, se è vero, com’è vero, per esempio, che la mediazione, volta alla loro assistenza in termini legali, culturali e linguistici interviene dopo settimane, se va bene. Adesso è necessario, però, interrogarsi sul destino e sulle responsabilità di queste emorragie nei centri di accoglienza ed ė necessario individuare possibili complicità di organizzazioni che potrebbero condurre i naufraghi da un inferno ad un altro”.