Crotone, rapina in un bar del centro. Arrestato Antonio Ferraro

Crotone, rapina in un bar del centro. Arrestato Antonio Ferraro
Antonio Ferraro mentre viene fermato dai Carabinieri di Crotone

I carabinieri di Crotone hanno arrestato Antonio Ferraro, classe ’84, per la rapina a mano armata consumata sabato scorso in un noto bar in via XXV aprile, in pieno centro a Crotone.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo, con precedenti, verso le 13 del 24 settembre ha fatto irruzione a viso scoperto nel bar-pasticceria e brandendo una pistola si è fatto consegnare quanto detenuto in cassa, poco meno di 100 euro, seminando il panico all’interno del locale; momenti di paura si sono consumati anche fuori dal locale, poiché visto l’orario, la zona era particolarmente frequentata da donne al rientro dalla spesa e da genitori che erano andati a prendere i propri figli a scuola.

Il rapinatore intanto, pistola alla mano, si dileguava a piedi, tra lo scompiglio generale, tra i vicoli adiacenti.
Il proprietario del bar, comprensibilmente impaurito, appena compreso che il rapinatore si era definitivamente allontanato, ha subito chiamato il 112 dando le prime indicazioni necessarie.

La centrale operativa del comando provinciale ha subito disposto dei posti di controllo nelle arterie stradali intorno la zona della rapina, non mancando di inviare pattuglie presso la stazione ferroviaria e dei bus nel caso in cui, il delinquente fosse un “ trasfertista”.

Sul posto della rapina sono giunti i comandanti della stazione e del nucleo operativo e radiomobile i quali cominciavano ad effettuare le attività proprie di polizia giudiziaria, ovvero sopralluogo e repertamento prove, raccolta di testimonianze ed estrapolazioni di immagini da circuiti di videoregistrazione.

Dopo poco meno di 40 minuti dal compimento della rapina, mentre pattuglie ed auto civetta setacciavano la città con particolar riferimento a locali ritrovo di pregiudicati e tossicodipendenti, i due comandanti facevano il punto della situazione sui dati acquisiti in merito all’accaduto: si cercava un uomo bianco, con accento locale, alto e magro, moro e con alcuni tatuaggi molto particolari su braccia e mani.

Su questa base investigativa si cercava di associare alla descrizione del rapinatore, un volto ed un nome: a tal fine alcuni immagini di una telecamera di sicurezza venivano estrapolate, e mostrate a tutti i Carabinieri della città pitagorica per cercar di risalire al nome. Contemporaneamente alcuni investigatori del nucleo operativo cercavano di ricavare da un database in uso all’Arma, l’identità del soggetto partendo proprio dai tatuaggi.

In pratica l’applicativo informatico utilizzato dai militari, collegato ad una banca dati dell’Arma, fornisce una serie di nominativi di pregiudicati, già arrestati, in merito alla descrizione dei tatuaggi e del relativo posizionamento sul corpo umano.

Entrambi gli espedienti davano la medesima risposta: Antonio Ferraro. Tanto l’applicativo informatico, quanto la buona memoria di un maresciallo della stazione avevano fatto in modo che il rapinatore fosse ben presto individuato.

Scattavano quindi le ricerche presso i domicili noti del catturando, ovvero quello dei genitori e di alcuni zii: Ferraro, tuttavia, da tempo ha uno stile di vita particolarmente sregolato per cui si è dovuto far convergere tutto il dispositivo di pattuglie sui quartieri Trecento alloggi e Fondo Gesù, dove qualche ora dopo veniva rintracciato e fermato.

Portato in Caserma, a seguito di ulteriori accertamenti svolti analizzando proprio i tatuaggi ritratti nelle immagini delle telecamere e quelli del Ferraro, avuta l’assoluta certezza dell’identità dell’autore della rapina, i carabinieri della stazione e del nucleo operativo e radiomobile dichiaravano in arresto Ferraro a seguito di fermo di indiziato di delitto.

Il presunto rapinatore , che nel frattempo per non essere riconosciuto si era cambiato e ha nascosto la pistola, tuttora oggetto di ulteriori ricerche, veniva quindi tradotto presso la casa circondariale di Crotone, su disposizione del sostituto procuratore, dott. Alessandro Riello, che segue la vicenda.

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