Migranti, terminato schieramento motovedette dell’Arma a Crotone

La Motovedetta Monteleone dei Carabinieri di Crotone
La Motovedetta Moronese dei Carabinieri di Crotone

Particolarmente intenso e ricco di avvenimenti è il mese che si sono lasciate alle spalle le motovedette CC 819 “Maronese” e CC 814 “Monteleone”, impiegate a Crotone nell’ambito dell’Operazione “Triton”.

Le unità navali sono state impiegate a rotazione nel pattugliamento di buona parte dello Ionio meridionale (da Torretta di Crucoli-KR fino a Riposto-CT). Nel corso della quotidiana attività di sorveglianza e pattugliamento, le imbarcazioni hanno dovuto gestire numerose emergenze in mare, partecipando al salvataggio di numerosi migranti che tentano di raggiungere l’Europa a bordo di imbarcazioni di fortuna.

In particolare, l’8 settembre, la motovedetta “Monteleone” partecipava, unitamente ad assetti della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, ad un rischioso salvataggio di circa 300 migranti nelle acque antistanti Isola di Capo Rizzuto, reso particolarmente arduo dalle avverse condizioni meteomarine.

Con la fine di settembre, le imbarcazioni hanno lasciato il porto di Crotone per fare rientro in quelli di abituale stazionamento, da dove continueranno a svolgere le attività di pattugliamento.

Tutta l’attività è inquadrata in “Frontex”, progetto di cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, gestito dall’Agenzia europea per la gestione dei migranti: un’istituzione, questa, che ha anche l’obiettivo di coordinare le missioni di pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati membri della UE, e di appoggiare questi ultimi in operazioni comuni di rimpatrio dei migranti irregolari.

Ulteriore suo compito è aiutare gli stessi stati membri che necessitino di assistenza, operativa o tecnica, di rinforzo nel controllo delle frontiere esterne.
Di fatto, dunque, “Frontex” è un progetto – fisicamente gestito in una sede sita a Varsavia – teso a salvaguardare le frontiere esterne senza dimenticare gli obblighi umanitari nei confronti di coloro che fuggono da guerre e persecuzioni.

In tale contesto è nata l’operazione “Triton”, che riguarda le attività sopra menzionate proiettate in mare e che impegna anche diverse forze di polizia italiane, tra cui i Carabinieri, in particolare nella specificità del servizio navale d’altura. “Frontex” coordina le operazioni marittime della “Triton” in mare (ad es. in Grecia, Italia e Spagna) e alle frontiere terrestre esterne, tra cui in Bulgaria, Romania, Polonia e Slovacchia.

È inoltre presente in numerosi aeroporti internazionali europei e ha diverse sfere di competenza, stabilite dal regolamento CEn. 2007/2004, tra cui: Analisi e valutazione dei rischi per la sicurezza delle frontiere UE, definizione di modelli e tendenze dell’immigrazione clandestina e delle attività criminali transfrontaliere ai confini esterni, inclusa la tratta di esseri umani.

I dati raccolti, condivisi con i Paesi dell’Unione e la Commissione europea, divengono base per programmare le attività di vigilanza; Coordinamento e operazioni congiunte nelle zone di frontiera bisognose di assistenza aggiuntiva, con invio di personale specializzato e attrezzature tecniche (aerei, navi, attrezzature di sorveglianza/controllo); Risposta rapida alle emergenze (per esempio una pressione estrema ai confini per l’arrivo di un numero elevato di cittadini extracomunitari), coordinando l’invio di squadre europee di guardie di frontiera.

Inoltre collegamento con il mondo della ricerca e dell’industria, onde garantire il massimo apporto tecnologico alle autorità preposte al controllo frontaliero; Definizione di standard comuni per la formazione delle autorità di frontiera e l’armonizzazione delle procedure di controllo; Coordinamento per operazioni comuni di rimpatrio (anche se spetta ai singoli paesi decidere chi rimpatriare); Sviluppo e gestione di sistemi di scambio informativo tra le autorità di frontiera.

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