Catturati i due “evasi” dal carcere di Voghera. VIDEO

Da sinistra Tommaso Biamonte e Alessandro Covelli
Da sinistra Tommaso Biamonte e Alessandro Covelli

Stavano scontando la loro pesante pena nel carcere di Voghera, nel pavese, quando dopo un permesso premio non si sono più ripresentati nella casa circondariale.

La loro latitanza è durata però meno di un mese, perché la Befana gli ha portato la Squadra mobile direttamente a Crotone dove i due calabresi Alessandro Covelli e Tommaso Biamonte, il primo crotonese, l’altro catanzarese, entrambi 60enni e pluripregiudicati, stavano passando questo periodo di feste alla macchia.

Dopo una lunga e sinergica azione investigativa, la Squadra mobile li ha sorpresi a piazza Nettuno mentre erano a bordo di un’auto in uso a un pregiudicato del luogo. Avevano documenti falsi, ma non è bastato. Sono stati subito arrestati.

CHI SONO – Tommaso Biamonte è un ergastolano, mentre Alessandro Covelli aveva da scontare altri 6 anni di carcere grazie al suo status di pentito. Il primo, era tra quelli “fine pena mai” per reati in materia di pedofilia, sequestro di persona, rapina, evasione, violazione sulla legge delle armi, ricettazione, concorso in omicidio aggravato ed altro; mentre il secondo per reati in materia di armi, associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, rapina, stupefacenti, evasione, ricettazione ed altro ancora.

IL PERMESSO PREMIO – Il permesso ai due era stato autorizzato dal magistrato di sorveglianza per recarsi in una località del Piemonte. Tutto secondo legge. Se uno fa il bravo, è prassi, merita di tanto in tanto di prendere una “boccata di libertà”. E’ una prova di fiducia, di cui frequentemente, però, i detenuti ne approfittano per evadere.

Video degli arresti di Tommaso Biamonte e Alessandro Covelli

LE MINACCE ALL’ALBERGATORE – Durante la fruizione del permesso, Alessandro Covelli, l’11 dicembre 2016 minacciò il gestore di un albergo di Torino dove aveva trovato alloggio, solo perché aveva allertato le Forze dell’Ordine della sua presenza all’interno della struttura ricettiva in compagnia di un altro pregiudicato crotonese. A meno di specifici interventi preventivi, i titolari di hotel hanno l’obbligo di trasmettere alle forze dell’ordine le schede di tutti gli ospiti, chiunque essi siano.

Alessandro Covelli, dopo aver intuito l’imminente arrivo di una pattuglia dei carabinieri, impugnando una pistola, ha nuovamente minacciato il gestore della struttura ricettiva, intimandogli di aprire le porte per poi darsi alla fuga.

Nello stesso giorno, Tommaso Biamonte, l’ergastolano che stava fruendo di analogo permesso, ha deciso anche lui di non rientrare presso la struttura carceraria. Tecnicamente si chiama evasione, ma  si può dire che è “condivisa”. Il giudice dà il permesso e il detenuto non rientra. Molto lontano, quindi, da evasioni vere stile Vallanzasca (maestro in questo: riuscì a fuggire anche da un angusto oblò di una nave) dove il carcerato sega le sbarre e si cala con le lenzuola annodate. L’episodio del mancato rientro di Biamonte era stato denunciato dal Sappe, il sindacato della Polizia penitenziaria.

LA FUGA – I due, che probabilmente avevano pianificato tutto, si incrociano in Piemonte e si mettono in fuga verso Sud, certi di trovare amici e compaesani compiacenti prima in Piemonte e poi in Calabria in grado di dargli ospitalità e coperture al fine di fargli passare l’agognata e sognata libertà lontano dalle strette celle di Voghera. Almeno Biamonte, non aveva nulla da perdere dovendo scontare l’ergastolo: “Chi la va la spacca”, avrà pensato.

A seguito delle due “evasioni”, è stata avviata una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, finalizzata alla cattura dei due fuggitivi.

LE INDAGINI – Nello specifico, personale del Nucleo Investigativo Centrale presso il PRAP Lombardia – Milano della Polizia Penitenziaria, ha svolto una capillare attività di indagine concentrata in particolare sul territorio del Nord Italia. Contestualmente la Squadra Mobile di Crotone svolgeva analoghe attività nel capoluogo pitagorico.

L’incessante sforzo investigativo, messo in atto da due uffici di Polizia, dava alla fine i suoi frutti in quanto nella tarda mattinata del giorno della Befana, gli investigatori, avendo intuito che i due evasi si stavano recando a Crotone, hanno predisposto mirati servizi di osservazione ed appostamento presso tutti i terminal cittadini di pullman e stazione ferroviaria.

LA CATTURA – Proprio in un capolinea, di piazzale Nettuno a Crotone, gli agenti hanno notato un pregiudicato del luogo mentre faceva salire a bordo dell’autovettura a lui in uso, due soggetti di sesso maschile molto somiglianti ai due ricercati. Allertate tutte le pattuglie in zona, il veicolo è stato immediatamente bloccato in via Saffo, angolo Peppino Impastato.

I due soggetti in questione, venivano subito riconosciuti nei due evasi Alessandro Covelli e Tommaso Biamonte, i quali alla vista dei poliziotti, calma e gesso, non hanno opposto resistenza, ma hanno subito fornito false generalità, mostrando dei documenti di identità contraffati.

Ma le foto dei fuggitivi in mano alla Polizia non hanno lasciato loro scampo. Gli agenti si sono guardati negli occhi per dire: “Sono loro” e sono subito scattate le manette. Nel corso della perquisizione personale estesa ai bagagli dei due evasi, è stata rinvenuta la somma complessiva di 5.000 euro, nonché due pistole semiautomatiche a salve prive di tappo rosso con relativo munizionamento. Quanto basta per portarli in Questura dove, dopo gli adempimenti di rito sono stati associati presso il carcere di Crotone.