Omicidio Lettieri, la “strana” confessione di Salvatore Fuscaldo

Antonella Lettieri
Antonella Lettieri

Svolta “clamorosa” sul caso dell’omicidio di Antonella Lettieri, la quarantaduenne massacrata a Cirò Marina la sera dell’8 marzo. Salvatore Fuscaldo “ha confessato” il delitto della commessa. A rivelarlo, “Quarto Grado”, il programma di Rete 4 condotto da Gianluigi Nuzzi.

L’uomo, venerdì mattina nel penitenziario di Castrovillari, dove è stato da poco trasferito, davanti al pm Alfredo Manca, avrebbe ammesso di aver ucciso Antonella, ricostruendo per filo e per segno i dettagli del massacro. Lui avrebbe fatto tutto da solo. Non ci sarebbero complici, secondo la confessione. Questo scagionerebbe la moglie Caterina e la rosa di indagati insieme ad altri potenziali sospetti.

Ma il racconto del bracciante non avrebbe convinto del tutto gli inquirenti. Massimo il loro riserbo. Il pool di investigatori lavora ora per cercare riscontri alla confessione. Molte sono le lacune, tante le cose che non tornano.

Da quanto raccontato, l’omicidio sarebbe avvenuto a seguito di un litigio, ma la versione è ancora confusa. “Colpita alle spalle” e a sangue freddo. Manca però un movente plausibile. Perché Fuscaldo avrebbe dovuto ucciderla, resta un mistero. A maggior ragione se il movente era di tipo passionale. Pare che Fuscaldo abbia dato indicazioni dove ritrovare l’arma del delitto, di cui ancora non se ne conoscono le caratteristiche. “L’ho gettata in un canale”.

Gli indizi al momento (al momento) conducono tutti a Salvatore Fuscaldo. Lui dalla cella del carcere si era sempre professato innocente, almeno fino a ieri. Cosa sia cambiato in poche ore, è difficile saperlo.

Alcuni esami del Ris, che potrebbero riservare molte clamorose sorprese, tardano ad arrivare. Questione di giorni o qualche settimana. Giusto i tempi tecnici in una indagine estremamente complessa. Si attendono anche le analisi del Racis di Roma sui telefoni cellulari.

Sempre secondo il racconto, il presunto assassino, dopo aver massacrato la commessa o la “presunta amante”, sarebbe tornato a casa e avrebbe guardato, sdraiato sul divano, un film d’azione. “Era sereno”, è stato detto dai figli.

Il quadro, al di là della “confessione” tardiva, appare ancora più inquietante, anche perché non cambia nulla allo stato delle cose: Fuscaldo era e rimane in prigione. La conferma all’impianto accusatorio (a distanza di un mese e mezzo) appare abbastanza sospetta, almeno cosi sembra agli occhi dell’opinione pubblica.

In questa torbida storia molti pezzi del mosaico mancano o, se presenti, non combaciano. E’ la verità, oppure il cacciatore copre qualcuno come (per certi aspetti) è successo ad Avetrana? Questa circostanza viene negata dal comandante dei Carabinieri di Crotone colonnello Salvatore Gagliano. “Fuscaldo non copre nessuno”.