"Storico" blitz contro le èlite della 'Ndrangheta. 57 fermi disposti da Roma e Reggio Calabria

Federico Cafiero de Raho e Franco Roberti - "Storico" blitz contro le èlite di 'Ndrangheta. Oltre 57 fermi disposti da Roma e Reggio Calabria
Il procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho e Franco Roberti, a capo della procura nazionale Antimafia

Gli agenti della Polizia di Stato dello Sco ed i Carabinieri del Ros hanno fermato una cinquantina di persone delle famiglie Commisso e Aquino-Coluccio accusate di presunta associazione a delinquere di tipo mafioso, ricettazione, traffico internazionale di droga e detenzione abusiva di armi. L’operazione, definita dagli inquirenti “storica”, è stata coordinata dalle Procure di Reggio Calabria e di Roma.

Gli interessi delle ‘ndrine era focalizzato anche nel mercato internazionale della floricoltura e nella ricettazione della cioccolata di marca con centro di gestione ad Amsterdam, in Olanda dove è stato scoperto “un importante import-export” nel mercato internazionale dei fiori, con elementi della famiglia Crupi “saldamente radicati in quel settore merceologico”.

La ‘ndrangheta, rileva il procuratore aggiunto della Dda di Roma Michele Prestipino, “è un’organizzazione criminale in grado di adattarsi ad ogni settore appetibile di mercato, come ad esempio il settore della floricoltura in Olanda, intuendo per tempo quali business “tireranno” sotto il profilo economico. Bisogna uscire dal “cliché” per cui i proventi delle attività illecite vengono reinvestiti solo e necessariamente in settori come centri commerciali, ristoranti e pizzerie”.

Del resto le mani sul commercio di fiori ad Amsterdam aveva già cominciato a metterle la Camorra in passato e l’operazione di oggi, osserva il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, “è la riprova dell’interesse criminale dei clan in questo settore”. Per Roberti è stata “fondamentale la collaborazione attiva dell’autorità giudiziaria di Amsterdam. Quando la procura di Roma e poi di Reggio hanno fatto richieste eragatoriali ad Amsterdam, si è attivata per disporre le intercettazioni che poi ci hanno permesso di ascoltare e di interpretare”.

La presunta organizzazione mafiosa dei Commisso, un’altra famiglia colpita dalle indagini, è stata poi capace di inserirsi “nel redditizio mercato della ricettazione internazionale di ingenti quantità di cioccolato”. Il riferimento è al maxi-furto di tavolette “Lindt” per 250 tonnellate, per un valore complessivo di 7 milioni di euro, da rivendere successivamente nel circuito legale”.

I risultati dell’operazione sono stati illustrati nella sede della Direzione nazionale Antimafia, tra gli altri, dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, dal procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto antimafia di Roma Michele Prestipino, dal comandante del Ros carabinieri generale Giuseppe Governale, dal capo del Servizio Centrale Operativo (Sco) della Polizia Renato Cortese, dal direttore della divisione criminalità organizzata dello Sco Polizia Andrea Grassi.

La floricoltura internazionale è per i clan un’occasione “estremamente remunerativa”, evidenziano gli investigatori, dal momento che “in Olanda tale ambito economico viene considerato una delle principali fonti di interesse ed investimento”. Si tratta di un business che “ha consentito loro, da un lato, di conseguire il controllo di vasti segmenti del mercato locale, ove riescono ad influire avvalendosi anche delle modalità tipiche del metodo ‘ndranghetistico e dall’altro di costituire una solida e ramificata rete logistica e di supporto alle diverse attività illecite del sodalizio”, come il traffico di stupefacenti e la ricettazione di ingenti quantitativi di merce rubata.

Il Procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ha affermato che “si tratta di un’operazione storica perché è stata colpita una ‘ndrangheta elitaria”.

E di “élite” parla anche il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri: “Questa indagine – ha detto – è importante perché riguarda le famiglie più ricche della ‘Ndrangheta che si interfacciano alla pari con la mafia americana e sono capofila di una decina di locali in Canada, a Toronto”, preso atto che “si tratta delle più “potenti” famiglie della ‘Ndrangheta: i Macri, i Commisso, i Coluccio e i Crupi”. “Sono le famiglie di raccordo con altre famiglie di ‘Ndrangheta che investono in importazione di cocaina”, ha spiegato il magistrato antimafia. “Nel corso dell’operazione siamo anche riusciti a trovare un vero e proprio arsenale. Basti pensare che quando c’è stata la guerra di mafia a Siderno con la famiglia erano 500 gli uomini pronti a sparare”. Si tratta dell’èlite” della ‘Ndrangheta: “Stiamo parlando di ‘Ndrangheta vera”.

I provvedimenti di fermo disposti dalla procura di Reggio calabria

Domenico Aquino (classe ’88); Rocco Aquino (’60); Antonio Archinà (’78); Domenico Barranca (’73); Salvatore Barranca (’68); Luciano Bellamina (’54); Michele Bombara (’62); Nicolino Bombara (’57); Carlo Bruzzese (’84); Carmelo Bruzzese (’49); Francesco Cannizzaro (’69); Antonio Coluccio (’69); Giuseppe Coluccio (’66); Nicola Coluccio (’44); Salvatore Coluccio (’67); Vincenzo Coluccio (’91); Antonio Commisso (’56); Cosimo Commisso (’69); Francesco Commisso (’48); Francesco Commisso (’56); Maria Teresa Commisso (’80); Rocco Remo Commisso (’46); Alfonso Condino (’89); Antonio Crupi (’95); Francesco Crupi (’92); Giuseppe Crupi (’68); Rocco Natale Crupi (’66); Vincenzo Crupi (’63); Massimo Dalla Valle (’62); Federico Ercolani (’73); Angelo Figliomeni (’62); Cosimo Figliomeni (’65); Antonio Figliomeni (’70); Giorgio Gullone (’83); Gaspare Lo Nigro (’54); Vincenzo Macrì (’65); Michele Mazza (’72); Stefano Pizzato (’93); Domenico Ruso (’45); Michele Sorbara (’73); Antonio Stefano (’75); Giuseppe Strangio (’79); Pietro Tagliavia (’78); Christian Tassone (’93); Nicola Tassone (’80); Francesco Tavernese (’84); Marco Salvatore Tropeano (’91); Bruno Verdiglione (’58).

I provvedimenti di fermo disposti dalla Procura di Roma

Alberto Audino (classe ’72); Felice Barra (’71); Domenico Barranca (’73); Gian Carlo Ignazio Ettore Beretta (’45); Emanuele Cilia (’74); Giovanni Cilia (’54); Rosario Cilia (’80); Pietro Cinotti (’80); Francesco Crupi (’92); Giuseppe Crupi (’68); Rocco Natale Crupi (’66); Vincenzo Crupi (’63); Domenico D’Aversa (’67); Massimo Dalla Valle (’62); Pasquale De Martino (’63); Domenico Macrì (’61); Vincenzo Macrì (’65); Antonio Nicola Morganella (’59); Arben Qushku (’71); Luca Testino (’81); Mario Tirozzi (’84); Giovanni Tremante (’69).