Palermo, arrestati due corrieri di droga calabresi

La Rotonda di Via Oreto a Palermo. Nel riquadro gli agenti mostrano la droga sequestrata
La Rotonda di Via Oreto a Palermo. Nel riquadro gli agenti mostrano la droga sequestrata

PALERMO – La polizia di Stato ha arrestato a Palermo, due calabresi. Si tratta di Concetta Gangemi, 63 anni, e Nino Vittorio Tripodi, 51 anni, entram di Palmi (Reggio Calabria), già noti, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di cocaina.

I due presunti corrieri di droga sono stati sorpresi nella rotonda di via Oreto a Palermo. In un’auto con targa tedesca sono stati trovati dietro un pannello ricavato nel vano motore, due chili di cocaina. A scoprire la droga è stato il cane “Dream” addestrato a scovare esplosivo e gli stupefacenti.

La conducente vestiva i panni di “un’insospettabile casalinga”, spiega la Questura di Palermo. La donna quando si è accorta della pattuglia di Polizia, ha improvvisato una inversione di ritorno sull’autostrada E90, per evitare il rischio di un fermo e il conseguente controllo da parte degli agenti. Una manovra che ha insospettito i poliziotti che hanno subito fermato l’automobile. I due presunti corrieri, durante le operazioni di controllo hanno manifestato nervosismo, motivando la loro manovra col fatto di non conoscere la città di Palermo.

Accertate una serie di incongruenze, i poliziotti hanno deciso di accompagnare i due soggetti presso la caserma Lungaro di Palermo. “Come da procedura – prosegue la Questura – gli accurati controlli sui fermati e loro vettura sono stati eseguiti dal personale di polizia, insieme alle unità cinofile “antiesplosivo” ed “antidroga”.

E’ stato il fiuto del cane “Dream” a consentire ai poliziotti di scovare il posto dove i due arrestati conservavano la droga: un pannello ricavato nel vano motore, all’interno del quale i poliziotti della squadra Mobile hanno scoperto due involucri, avvolti nel cellophane, di cocaina”. Un luogo ritenuto dai due corrieri “sicuro” e “introvabile”, dove nemmeno il fiuto dei cani poteva arrivare, dal momento che il motore sprigiona gas di scarico e altri odori acidi che possono indurre il cane a errare. Non è stato così. Gli stupefacenti pesavano oltre due chili per un valore al dettaglio di 250 mila euro.