Armi, droga e maltrattamenti. Arresti e denunce nel Reggino

Armi, droga e maltrattamenti. Arresti e denunce nel Reggino e a Reggio CalabriaE’ di 4 arresti e due denunce il bilancio di un controllo dei Carabinieri nel Reggino. A Reggio Calabria, nell’ambito dell’operazione dei controlli straordinari denominata “Focus ‘ndrangheta” hanno arrestato il pregiudicato Vito Morelli, di 29 anni, di Reggio Calabria per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Morelli, a seguito di una perquisizione domiciliare, è stato sorpreso nell’atto di lanciare dalla finestra della propria abitazione un involucro di plastica contenente nr. 32 dosi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”.

La droga è stata recuperata dai militari. Nell’ambito della stessa attività di contrasto, è stata deferita in stato di libertà R.M., di anni 46 di Reggio Calabria, già nota, per il reato di furto di energia elettrica, poiché, a seguito di controllo della sua attività commerciale, unitamente al personale dell’Azienda Enel veniva accertata l’esistenza di un allaccio abusivo alla rete elettrica, che, seppur non utilizzato all’atto dell’accertamento, era in grado di prelevare indebitamente energia elettrica.

A Montebello Jonico (Reggio Calabria), finisce in manette Vincenzo Santo Tripodi, di 34 anni, di Montebello Jonico, con precedenti, con l’accusa di ricettazione, in esecuzione all’ordine di espiazione pena detentiva in regime domiciliare, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, poiché condannato alla pena di anni 2 di reclusione ed 600 euro di multa, per fatti commessi in Reggio di Calabria nel giugno 2007.

A Villa San Giovanni i militari hanno tratto arrestato Sajmen Kaja, di anni 24 di nazionalità albanese, di fatto domiciliato in Villa San Giovanni, già noto alle forze dell’ordine in esecuzione all’ordinanza di aggravamento della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con la misura degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Reggio. Il provvedimento è stato adottato dall’autorità giudiziaria, che ha condiviso le risultanze investigative prodotte dalla Benemerita, conseguenti alla denuncia-querela sporta dalla ex compagna dell’indagato ed a seguito di numerose violazioni delle prescrizioni imposte dal divieto di avvicinamento alla donna da parte dell’ arrestato.

Sempre nel Reggino, a Campo Calabro, Giovanni Scaramuzzino, di 57 anni del luogo, già noto, è stato arrestato per il reato detenzione illegale di armi comuni da sparo poiché, a seguito di perquisizione, i militari operanti rinvenivano 4 fucili di diversa marca e calibro, già regolarmente denunciati ma illegalmente detenuti, poiché l’indagato era stato destinatario di decreto di revoca del porto di fucile per uso caccia. Contestualmente, venivano deferito in stato di libertà M.L., di anni 59 da Milano, per il reato di cessione illegale di armi comuni da sparo poiché, nelle medesima perquisizione, venivano rinvenuti 3 fucili di varia marca e calibro, denunciati presso il domicilio di M.L, ma nell’esclusiva disponibilità di Scaramuzzino.