Gli invisibili e il rapporto ‘ndrangheta-politica

Paolo Romeo
Paolo Romeo

Un’organizzazione, quella smantellata dal Ros dei Carabinieri che, secondo la Dda, con Paolo Romeo e Giorgio De Stefano avrebbe avuto importanti penetrazioni nei gangli vitali della politica reggina e calabrese e nelle istituzioni, condizionando dapprima le elezioni per poi orientare gli indirizzi degli organismi eletti.

Recentissime acquisizioni in tal senso provengono dalle intercettazioni del procedimento penale Reale svolte dal ROS a ridosso delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria del 2010. Da tali captazioni – oltre ad essere evidente l’intendimento della ‘ndrangheta di gestire le candidature senza l’ingerenza dei partiti ed in generale di certa politica che non sia di promanazione mafiosa – si coglievano, per bocca di Giuseppe Pelle alias Gambazza, le linee strategiche dell’organizzazione nell’ambito politico che perfettamente si coniugano con le risultanze della indagine Mamma Santissima.

La ‘ndrangheta, quale organizzazione unitaria, doveva individuare i propri candidati da avviare, con i voti mafiosi, «… per il Consiglio Regionale, la prossima volta quei sei che dovevano andare … che escono dalle regionali, se si (com)portavano bene andavano a Roma …»: evidente, secondo la Dda, il riferimento all’organo Parlamentare. Le conversazioni appena richiamate, alla luce delle acquisizioni investigative del ROS, confermano che il rapporto ‘ndrangheta/politica si è evoluto nel senso che l’organizzazione mafiosa ha intrapreso un percorso in base al quale colloca progressivamente i propri affiliati “riservati” all’interno di organi politici partendo inizialmente da quelli locali, per poi passare a quelli regionali fino ad arrivare, premiando quelli che maggiormente si adoperano per realizzarne gli interessi illeciti, agli organi centrali dello Stato.

Sul rapporto ‘ndrangheta/politica – spiegano gli inquirenti -, le più recenti inchieste dei Carabinieri del ROS – ci si riferisce a quelle note come Reale 3 e Reale 6 – hanno anche svelato come la politica ancora si rivolge alla “Onorata Società” stringendo con essa presunti patti corruttivi o effettuando “vere e proprie compravendite di voti”.

Dagli approfondimenti eseguiti sul fronte politico nell’ambito dell’indagine Mamma Santissima è emerso che molti appuntamenti elettorali sarebbero stati oggetto di condizionamento da parte della ‘ndrangheta, attraverso la formazione delle liste, orientando i consensi elettorali a propria disposizione e influenzando le nomine all’interno degli organi politico-aministrativi. Si fa riferimento alle elezioni del 2001 (comunali), del 2002 (comunali e provinciali), del 2004 (Europee), del 2005 (Regionali), del 2006 (provinciali), del 2007 (Comunali), del 2009 (europee) e 2010 (Regionali).

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