Tentata estorsione a Gaetano Cianci, le intercettazioni. La figlia: “Papà devi pagare”

Tentata estorsione a Gaetano Cianci, l'inchiesta e le intercettazioniUna brutta storia quella della tentata estorsione ai danni dei farmacisti Cianci di Rosarno. Una storia culminata con l’arresto dei presunti responsabili, i fratelli Renato e Maurizio Cristiano e Francesco Frajia, ritenuti rispettivamente i mandanti e l’autore materiale delle richieste di pizzo.

L’attenzione investigativa, si è focalizzata su Renato Maria Cristiano, ortopedico e marito di Alessandra Cianci – coppia in fase di separazione -, quest’ultima figlia di Gaetano Cianci che – spiegano gli inquirenti – in “combutta” col fratello Maurizio, avrebbero “assoldato” un conterraneo (Francesco Frajia) per portare a termine il loro disegno criminoso che avrebbe, di qui a breve, anche potuto prevedere una scellerata azione delittuosa contro l’incolumità dei componenti della famiglia Cianci.

Nel dicembre 2015, si legge nelle 97 pagine dell’ordinanza, Gaetano Cianci riceve una delle tante telefonate minacciose. Riferisce il farmacista in un denuncia ai carabinieri di Gioia Tauro che un un uomo (anonimo) gli ha detto: “Tanino ti sparo, mannaia ara madonna, Guardati le spalle, pisc…”.

Altre telefonate, altre preoccupazione per la famiglia Cianci. Dopo una sequela di telefonate anonime sia a casa che sul cellullare, ad Aprile la moglie del farmacista riceve una telefonata inquietante che se il marito non avesse “Pagato” la sua farmacia sarebbe saltata in aria. Una minaccia che ha “sconvolto” la famiglia Cianci tanto da temere seriamente per l’incolumità personale e dei sui cari.

Altre minacce le riceve la figlia, Alessandra Cianci, figlia di Gaetano, che sempre in anonimo, voce maschile e accento calabrese le dice: “Cummari mi sentiti. Dovete pagare per la farmacia altrimenti la bruciamo. Ditelo a vostro padre…”. La donna respinge con forza le minacce, ma dall’altro capo del telefono la voce ne esplicita una ancora più pesante: “Allora dobbiamo venire sopra (al Nord) a prendere uno dei vostri figli”. Minaccia che ha spaventato moltissimo la donna.

La figlia di Gaetano Cianci: “Dovete pagare perché di mezzo ci vado io. Da quelle parti pagano tutti. Risolvi la questione come tutti i papà”.

I presunti autori della tentata estorsione gli avrebbero chiesto cifre da capogiro, si parla di 200mila euro, che la famiglia non possiede. Gaetano Cianci, che è lì vicino ad ascoltare la moglie Maria Cristina Porchia, alla figlia Alessandra dice secco: “No, io non pago perché la farmacia ha 300.000 euro di debiti”  

Ma la figlia: “Da quelle parti tutti pagano”. Del resto in ballo c’è la sicurezza dei figli, minacciati a più riprese di potere essere vittime di chissà quali volontà criminali. Ma Gaetano non ha i soldi per soddisfare le presunte richieste estorsive.

Di rilievo anche le telefonate intercettate tra la moglie di Gaetano Cianci e la figlia Alessandra circa le tentate estorsioni. “Renato (Cristiano, il marito, ndr) è stato avvicinato” da persone che gli avrebbero “consigliato” di far pagare altrimenti “qui (in Calabria) non c’è protezione”. L’ortopedico Renato Cristiano vive a Montecatini e sarebbe stato avvicinato a Lamezia dove si reca una volta al mese per lavoro.

Mentre interloquisce con mamma e papà, Alessandra Cianci teme per i figli. In stralci dell’ordinanza si legge:

Alessandra: “Renato ovviamente se continua così mi toglie i bambini e ha ragione, perché non è che si può vivere in queste condizioni”.

Gaetano: “Comunque ora chiamo io”.

Alessandra: “E che c’entra che cosa, che c’entra che cosa”.

Gaetano: “Perché la protezione hanno detto che i bambini erano protetti”.

Alessandra: “Eh”.

Gaetano: “Hai capito?”

Alessandra: “Tu chiami per che cosa. Renato adesso viene messo in croce perché è stato avvicinato da questi e gli dice a che titolo, come e quanto…eh…che già ne abbiamo abbastanza”.

Gaetano: “E che devo fare io?”.

Alessandra: “Te l’ho già detto quello che devi fare. Devi risolvere”.

Gaetano: “E di risolvere pagando? Quando mai”.

Alessandra: “No, ora chiamo io niente, quì la cosa va risolta perché chi ci va di mezzo sono io che non c’entro niente”.

Gaetano: “Ma chi c’è li dà i soldi se non li abbiamo”?

Alessandra: “Perché chi ci va di mezzo sono io e non c’entro niente”.

Gaetano: […] senza i soldi “paghi 200.000 euro, 100.000 euro, che paghi? Ma quando mai”.

Alessandra: “Ti mettevi d’accordo come pagano tutti, ehh”.

Gaetano Cianci ribadisce alla figlia di non avere i soldi per pagare il pizzo: “Io non pago, non è possibile”. 

Alessandra: “Non mi interessa, risolvete in altro modo, come fatto tutti i papà”.

Prima di passare la cornetta al marito, lo stesso contenuto Alessandra lo aveva ribadito anche alla madre Maria Cristina Porchia: “Pagate come pagano tutti”. 

Dopo un via vai nella caserma dove i coniugi Cianci e l’altro figlio Rocco Cianci (fratello di Alessandra) svelano, anche per telefono i tentativi di estorsione, il comandante della Tenenza Carabinieri di Rosarno, tenente Rapisarda chiede notizie sul conto di Renato Cristiano, il quale, secondo i farmacisti, avrebbe dovuto fare denuncia ai Carabinieri sull’episodio “dell’avvicinamento”.

In sostanza i militari contattano l’ortopedico per avere lumi della questione. Una cosa che non è andata giù alla figlia Alessandra che chiama molto “inviperita” il fratello. “Ma come ti sei permesso di fare chiamare Renato dai Carabinieri?”  

I PRIMI SOSPETTI SULLA “BUFALA” DELL’AVVICINAMENTO MALAVITOSO A RENATO. ROCCO CIANCI ALLERTA LA SORELLA

Ma chi comincia a maturare sospetti sulla vicenda “dell’avvicinamento” malavitoso a scopo estorsivo, è Rocco Cianci secondo cui “è tutta una bufala”. In un primo momento pare che Renato avesse detto di aver presentato denuncia ai militari di Lamezia Terme, ma Rocco afferma “che non ha denunciato niente”. Il farmacista consegnerà dei file audio di conversazioni di aprile 2016 con la sorella Alessandra e il cognato Renato, telefonate trascritte nell’ordinanza.

Rocco riferisce al padre Gaetano le parole pronunciate alla sorella dopo che anche a lui aveva detto di “risolvere la questione in un altro modo” al fine di pagare le somme richieste:

Rocco Cianci racconta al padre della telefonata con Alessandra. Un battibecco furioso. Lui le ha detto: “Vaffanculo tu, Renato e tutta Montecatini”. 

La questione a cuore di Alessandra – evidentemente ignara della “bufala” e preoccupata per i figli – è quella di spingere affinché i suoi familiari risolvessero la questione.

Gaetano Cianci:  […] “Pagando secondo lei”.

Rocco alla sorella: “Quindi per me, te lo dico io, non voglio saperne più nulla. Se la sbrigassero loro. E pure tu, per quanto possa darti un consiglio, levati davanti, hai capito?. Perchè questa è tutta una bufala. Secondo te perché non vuole denunciare quello stronzo. Perché è tutta una palla, hai capito?“.

Anche Gaetano, il padre, si convince che è tutta una bufala. Le versioni “vaghe” e contrastanti fornite da Renato Cristiano, porteranno gli investigatori a indagare a fondo e chiudere il cerchio attorno a questa vicenda.

LA SIMULAZIONE DI UNA RAPINA A MONTECATINI, A CASA DI ALESSANDRA. IL RUOLO DI MAURIZIO CRISTIANO

Coinvolto in pieno anche il fratello di Renato, Maurizio Cristiano che secondo quanto accerteranno gli inquirenti, “condivide il disegno criminoso”. Renato e Maurizio avrebbero dovuto simulare una rapina in casa di Alessandra Cianci a Montecatini, quindi in casa di Renato.

Il ruolo del fratello Maurizio sarebbe stato quello di ingaggiare un finto rapinatore concordando con questo una cifra ritenuta congrua di 7mila euro. Per Renato la somma di 7 mila euro per ingaggiare il finto rapinatore “è accettabile”.

In una intercettazione ambientale sulla Golf di Renato Cristiano il 27 luglio 2016 al proposito viene annotato:

Renato: “Deve risultare come uno che, una tentata rapina in casa”.

Maurizio: “Certo (…). Adesso ci vuole, tanto basta pagare, non è questione di…”. 

In un’altra intercettazione telefonica i due fratelli esplicitano:

Renato: “[…] prima che lei vada a Lucca. Deve risultare come uno che… una tentata rapina in casa”.

Maurizio: “Si, si, lo so come si deve fare”. 

Renato: “Al costo di rubare in casa, di guardare”.

Maurizio: “E certo, che me ne frega che ti rovinano la casa”.

Renato: “E che cazzo”. 

“Ciò che maggiormente colpisce e attribuisce alla vicenda contorni veramente inquietanti – è scritto dell’ordinanza firmata dal Gip Olga Tarzia – e che i predetti abbiano perseverato nelle loro condotte illecite anche dopo aver appreso delle indagini in corso ad opera di questa Procura della Repubblica”.

“La testimonianza di Renato Cristiano e la sua consapevolezza della fragilità della versione dei fatti fornita a questi pubblici ministeri, non ha impedito allo stesso ed ai suoi correi di continuare a delinquere con inusuale e sorprendente pervicacia”.

“Fraia, su indicazione dei germani Cristiano, ha proseguito (sino a pochi giorni or sono) nelle vessazioni telefoniche delle persone offese, con l’evidente obiettivo di stremarle ed indurle ad accettare le richieste  di pagamento del pizzo”.

Secondo i magistrati, il presunto autore materiale delle intimidazioni, “ha già ricevuto dai due mandanti, di procedere (di qui a breve) a nuove telefonate minatorie, come da lui stesso affermato il 3 settembre 2016”, quando parlando con tale Luca, Francesco Frajia afferma che “adesso gli faccio l’ultimo giro di telefonate…”.

“I due germani Cristiano -è scritto ancora nell’ordinanza – per di più, hanno programmato altre ed ancora più gravi azioni criminose. Nel corso di una conversazione intercettata il 18 maggio 2016, Renato Cristiano, nel recepire i consigli della madre – che proponeva di far pedinare Alessandra Cianci per intimorirla – si lasciava andare a addirittura a propositi omicidiari nei confronti della moglie”.

RENATO PARLA CON LA MADRE: “MAGARI LA FACESSERO FUORI”. E LEI: “SE LE TAGLIANO LE GAME SAREBBE OTTIMO” 

Madre di Renato Cristiano e suocera di Alessandra Cianci: “Vedi piuttosto Renà se c’è qualcuno che la pedina davvero, in modo che questa tiene una brutta paura“.

Renato: “Eh, magari.. se la facessero fuori sarebbe l’ideale”.

Madre: “Oh, ma anche davanti casa, macchine cose…”.

Renato: “Si, si, oh ma…”.  

Annotano i pm che Renato a questo punto si blocca nella compromettente conversazione per paura di essere intercettato.

Madre: “Se poi le tagliano le gambe fanno una cosa ottima”.

Renato: “eh…oh, ma, lasciamo stare che è meglio”.

Madre: “Eh, bello mio”.

faviconSecondo Piano News

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi

Rispondi