Inchiesta Mala Sanitas, 13 medici del Riuniti rinviati a giudizio

Inchiesta Mala Sanitas, 13 medici del Riuniti rinviati a giudizio
L’ospedale Riuniti di Reggio da dove ha preso avvio l’inchiesta Mala Sanitas

Sono stati rinviati a giudizio i 13 medici degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria coinvolti nell’inchiesta Mala sanitas scattata lo scorso aprile, coordinata dalla Procura e condotta dal Gico della Guardia di finanza. Lo ha deciso il gup accogliendo la richiesta dei pm Roberto di Palma e Anna Maria Frustaci.

I professionisti sono accusati, tra l’altro, di avere manipolato o falsificato cartelle cliniche per coprire presunte responsabilità derivanti da errori medici commessi nei reparti di Ostetricia e ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia.

Dovranno comparire in tribunale il 29 novembre l’ex primario, l’allora primario facente funzioni e l’aiuto di ginecologia Pasquale Vadalà, di 68 anni, Alessandro Tripodi (47) e Filippo Saccà (62); i ginecologi Daniela Manuzio (50), Antonella Musella (58), Roberto Pennisi (63, in pensione), Massimo Sorace (44), Mario Gallucci (64), e Marcello Tripodi (54); l’ostetrica Giuseppina Strati; la neonatologa Maria Concetta Maio; l’anestesista Luigi Grasso (64) e l’ex primario Annibale Maria Musitano (69).

L’operazione Mala Sanitas era scattata lo scorso 21 aprile quanto i finanzieri su mandato della procura arrestarono 4 medici (domiciliari) e ne sospesero altri sei dalla professione. Diversi gli indagati vario titolo.

A dare avvio all’indagine la morte di due neonati e le lesioni irreversibili riportate da un altro bimbo, dichiarato invalido al 100 per cento; inoltre traumi e crisi epilettiche di una partoriente, il presunto procurato aborto di una donna non consenziente e le lacerazioni di parti intime e connotative di altre.

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