Sparò dopo chiarimento sulla sorella contesa, tre misure cautelari

carabinieri in auto di notteUna discussione degenerata per una ragazza contesa sarebbe all’origine del tentato omicidio del 22enne Davide Scollica avvenuto lo scorso luglio a Motta San Giovanni, Reggio Calabria. I militari della Compagnia di Melito Porto Salvo, coordinati dalla procura di Reggio, dopo quasi cinque mesi di indagini hanno fatto piena luce sul fatto di sangue arrestando il presunto autore. Si tratta di Mario Antonio Franco, di 26 anni, del luogo.

Oltre a Franco, cui è stata applicata la misura in carcere, altri due provvedimenti cautelari con l’obbligo di dimora nel paese di residenza, sono stati notificati al ferito ed a un suo amico, Fabio Malara, di 28 anni.

Le indagini hanno permesso di ricostruire cosa accadde la sera del 9 luglio 2016. Nello specifico, sembrerebbe che Malara avesse dato appuntamento a Franco in una zona isolata nei pressi del campo sportivo di Motta San Giovanni per un chiarimento, a quanto pare per questioni inerenti una ragazza contesa dove Malara si presentava insieme allo Scollica che, in un primo momento, sarebbe rimasto in auto fin quando, nel corso della discussione tra i due, questi scendeva dall’autovettura e colpiva con un pugno in faccia il Franco che, per tutta risposta, estraeva dalla cinto al una pistola calibro 6.35 facendo numerose volte fuoco sul giovane colpendo Scollica ben quattro volte.

Mario Franco
Mario Franco

I due, la vittima e Malara, avevano invece riferito agli investigatori che a far fuoco su Scollica erano stati due individui in sella ad uno scooter. Versione non creduta dagli inquirenti. Secondo l’accusa e da quanto si legge nell’ordinanza, i due avrebbero mentito e depistato le indagini allo scopo di farsi giustizia da soli contro Mario Franco.

Sono state intercettazioni e tabulati a svelare il reale svolgimento dei fatti, da cui emerge che all’incontro al campo sportivo di Motta c’era anche una quarta persona: un minore, la cui testimonianza è stata ritenuta credibile e concordante con le indagini.

Il motivo dell’incontro era un chiarimento tra i giovani, perché la sorella di Mario Franco frequentava il minore, che era anche contesa da Malara. All’appuntamento andarono, da una parte, il minorenne e suo “cognato” Franco, e dall’altra Davide Scollica insieme a Fabio Malara, il quale voleva evidentemente sapere il perché si sentiva con la ragazza a cui ambiva.

In un interrogatorio, è stato lo stesso minore a svelare, dal suo canto, i dettagli dell’accaduto: “Dopo un primo momento di reticenza (ragionevolmente dovuto al timore di ritorsioni) e dopo una crisi di pianto, ha raccontato quanto da lui direttamente percepito, svelando l’identità di Mario FRANCO quale autore del tentato omicidio”:

” … Il MALARA – racconta il minore – mi cercava ormai da qualche giorno perché voleva parlarmi, poi, la sera del 9 Luglio gli ho dato appuntamento al campo sportivo di Motta, dove sono andato insieme al mio amico FRANCO Mario. MALARA è venuto insieme al suo amico SCOLLICA Davide, ma lui è rimasto in macchina. All’inizio abbiamo parlato, non era successo nulla di che, poi è sceso SCOLLICA e ha cominciato, non so per quale motivo, a picchiare il mio amico FRANCO Mario e a questo punto quest’ultimo ha tirato fuori una pistola e ha cominciato a sparare. Io sono rimasto stupito e terrorizzato perché mai avrei pensato una cosa del genere”.

Domanda: Chi era presente oltre alle quattro persone indicate?
Risposta: Eravamo solo noi quattro.
Domanda: Può dirci cosa avevate da chiarire con MALARA Fabio e gli altri presenti?
Risposta: MALARA in passato si sentiva con una ragazza, la sorella di FRANCO Mario […]
Questa, ultimamente, si sentiva con me e questo era il motivo del chiarimento, ma ripeto non avevo idea che FRANCO Mario fosse armato e di quali fossero le sue intenzioni. Anzi penso che lo abbia fatto per difendersi, visto che lo SCOLLICA Davide lo ha colpito con un violento pugno alla fronte.
Domanda: Come siete andati sul posto e cosa avete fatto dopo?
Risposta: Siamo andati con la macchina di FRANCO, una Fiat Cinquecento nuovo modello di colore nero. Dopo siamo scappati, FRANCO mi ha lasciato nel paese di Motta, dove c’era mio fratello, ed è andato via.
Domanda: Con che macchina sono arrivati gli altri due?
Risposta: mi sembra una Fiat Punto di colore grigio.
Domanda: Ha raccontato nulla a suo fratello?
Risposta: No, non ho raccontato nulla”.

I provvedimenti restrittivi a carico di Franco, Scollica e Malara sono stati emessi su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Federico Cafiero de Raho e coordinata dal Procuratore Aggiunto del settore ordinario Gerardo Dominijanni.