Rubano 600 chili di rame, arrestati 4 nordafricani

Rubano 600 chili di rame, arrestati 4 nordafricani
I Carabinieri di Villa San Giovanni con il rame sequestrato

I Carabinieri di Villa San Giovanni hanno arrestato 4 persone di origine magrebina, per furto aggravato di cavi di rame. Si tratta dei tunisini Achraf Kharroubi, 23 anni, Zouhaier Messaoudi, 41 anni e Nesi Ajji, 43 anni e del marocchino Faissal Erradi, di 29 anni, tutti già noti alle forze dell’ordine e, ad eccezione del primo, tutti illegalmente soggiornanti nel territorio dello Stato Italiano poiché sprovvisti di permesso di soggiorno.

A seguito di mirato servizio, i militari dell’Arma coordinati dal tenente Alessandro Cantarella, captavano in Via Marinai d’Italia, nei pressi degli imbarcaderi della Compagnia di navigazione “Caronte & Tourist”, un’autovettura Renault Scenic, con i quattro soggetti a bordo, che destava sospetti poiché gravata da pesante carico.

Dopo attenta osservazione, i militari notavano che due dei quattro nordafricani a bordo, scendevano dalla vettura e si recavano a piedi all’imbarco, col proposito di fare da “apri-pista” e constatare la presenza di controlli da parte delle Forze dell’Ordine.

Gli altri due rimasti all’interno dell’abitacolo, aspettavano segnali per imbarcare il mezzo. Quindi, una volta giunti nei pressi del traghetto, la vettura veniva fermata dai Carabinieri, così come venivano bloccati gli altri due individui a piedi, che tentavano la fuga.

Perquisito il veicolo, i militari hanno trovato 220 matasse di rame bianco stagnato di elevato valore economico, per un peso complessivo di 660 chili, che è stato accertato essere state asportato nella notte presso un immobile adibito a ex mercato ortofrutticolo di Reggio Calabria – frazione Pellaro, via lungomare snc, di proprietà della società “Gdm Spa” avente sede legale a Milano.

La refurtiva e l’autovettura sono state poste sotto sequestro penale, mentre i magrebini dopo le formalità di rito, sono stati associati presso casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà, in attesa del giudizio direttissimo, come disposto dalla competente Autorità giudiziaria.