Il Questore di Reggio denuncia 16 migranti dello “Scatolone”

Il palazzetto dello sport di Reggio Calabria, definito "lo scatolone"
Il palazzetto dello sport di Reggio Calabria, definito “lo scatolone”

Sedici cittadini stranieri, di cui 12 minori non accompagnati, sono stati denunciati in stato di libertà dal questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi perché ritenuti responsabili di minaccia, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, violenza privata e manifestazione non autorizzata.

Inoltre, sono stati irrogati 18 avvisi orali nei confronti di altrettante persone 12 delle quali minori non accompagnati. I destinatari dei provvedimenti sono alcuni ospiti della struttura sportiva meglio conosciuta come lo “Scatolone”.

La decisione fa seguito ai comportamenti tenuti dagli ospiti della struttura in diverse circostanze, due nel mese di gennaio e una a dicembre, quando vennero inscenate proteste, danneggiati gli interni della struttura e minacciati gli operatori presenti.

Dalle indagini è emerso che un gruppo di migranti ha assunto, nel tempo, una sorta di leadership attuando minacce e condizionamenti anche sulla distribuzione dei pasti e l’arrivo di nuovi ospiti.

Il Questore in giornata ha fatto sapere di avere irrogato altri 5 avvisi orali ad altrettanti minori che si sono resi responsabili degli stessi comportamenti degli altri avvisati prima.

Sulla questione interviene il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria che ribadisce “ciò che sin dal mio insediamento continuo ad affermare, ossia che la situazione non deve essere sottovalutata perché nel tempo può soltanto peggiorare”.

“Nel momento in cui questi ragazzi sono stati collocati nella struttura – evidenzia Marziale – al sindaco Falcomatà era stato assicurato che si sarebbe trattato di pochi giorni di permanenza, ed invece ci ritroviamo a dover registrare episodi a dir poco incresciosi”.

Marziale, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo insieme all’assessore comunale Lucia Nucera e al viceprefetto Francesco Campolo, si dice: “preoccupato per una situazione che non può continuare ad essere gestita a livello emergenziale, perché prima o poi può sfuggire di mano. Occorre provvedere subito allo spostamento di questi ragazzi in altre strutture, e se la Calabria non le ha, allora si provveda a smistarli altrove, ma così non si può continuare, anche in totale rispetto della dignità della persona, perché le condizioni sono al limite della sopportazione”.

Il Garante conclude dicendo che “l’amministrazione comunale, volontari e Forze dell’ordine stanno lavorando ben oltre i limiti delle loro possibilità per garantire sicurezza e protezione agli sventurati ospiti dello “Scatolone” e alla città, ma davvero la misura comincia ad essere colma”.