Si prostituiva e poi estorceva denaro ai clienti, arrestato

volante polizia reggioREGGIO CALABRIA – La Squadra mobile di Reggio Calabria ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale procura, nei confronti di Giovanni Di Stefano, 38 anni, ritenuto gravemente indiziato del reato di estorsione e di tentata violenza privata.

Le indagini, condotte dagli agenti e coordinate dalla procura, sono partite in seguito alla denuncia di una delle vittime delle estorsioni perpetrate dall’indagato. L’arrestato era solito prostituirsi con uomini in una struttura ricettiva ubicata nel pieno centro della città di Reggio Calabria, concordando telefonicamente gli appuntamenti con i suoi clienti.

Le sue prestazioni erano di solito pubblicizzate in annunci presenti on line su siti per incontri. Secondo l’accusa, Di Stefano avrebbe messo a punto una strategia per carpire informazioni private sugli uomini che lo contattavano, per poi utilizzarle per minacciare i malcapitati.

Infatti, egli estorceva denaro sotto la minaccia di rendere pubblico il fatto che le vittime si erano relazionate con un transessuale, dicendo loro che avrebbe pubblicatoscreen shotsu Facebook con raffigurati i numeri delle utenze cellulari delle vittime – per dimostrarne l’avvenuto contatto –, oppure minacciandoli di svelare il tutto ai loro parenti e conoscenti.

Le somme di denaro di solito richieste ammontavano a 50 euro. L’uomo nel mese di ottobre dell’anno scorso, era stato arrestato in flagranza di reato e sottoposto ai domiciliari presso la sua abitazione sita in Catania. Durante la misura cautelare, però, lo stesso ha continuato ad intrattenere contatti telefonici in violazione delle prescrizioni di legge a lui imposte.

Tutto questo non è sfuggito agli investigatori della Squadra mobile reggina, che hanno sviluppato indagini tese a far luce sui singoli episodi estorsivi e di tentata violenza privata. Gli elementi acquisiti hanno permesso di ricostruire un robusto impianto accusatorio nei confronti dell’uomo, determinando il Gip ad accogliere la richiesta di misura cautelare in carcere a carico dell’indagato. L’esecuzione del provvedimento cautelare è stato eseguito a Catania da poliziotti reggini e catanesi.