‘Ndrangheta, confiscati beni a condannato per mafia

Auto PoliziaLa Polizia di Stato, ad esito di una articolata attività investigativa di natura patrimoniale coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia – Sezione Misure di Prevenzione di Reggio Calabria, ha messo a segno l’ennesimo attacco agli interessi criminali della ‘ndrangheta, dando esecuzione ad un provvedimento di confisca, emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, che ha interessato beni riconducibili a Saverio Laganà, di 47 anni, attualmente detenuto, condannato dalla Corte d’Appello di Reggio alla pena definitiva di anni 8 di reclusione per il reato di associazione di tipo mafioso, nell’ambito del procedimento meglio noto come “Operazione Artemisia”, per aver preso parte al conflitto, che ha insanguinato le strade del comprensorio di Seminara, tra le opposte fazioni dei Gioffrè “’ndoli” e dei Caia-Laganà-Gioffrè “’ingrisi”, con la scissione di quest’ultimo gruppo in altri due tronconi contrapposti dei Caia-Gioffrè, da un lato e dei Laganà, dall’altro.

Le indagini patrimoniali, condotte dal locale Ufficio misure di prevenzione della Divisione polizia anticrimine, hanno dimostrato la sproporzione tra i redditi percepiti dal proposto e il patrimonio a lui direttamente o indirettamente riconducibile, frutto del reimpiego di capitali illeciti.

Il Tribunale reggino, accogliendo le risultanze delle investigazioni, ha disposto la confisca di un immobile e 7 uliveti, tutti ubicati nel Comune di Seminara. Il valore dei beni confiscati ammonta complessivamente a circa 500 mila euro.