Marisa Putortì ferita dal fratello perché usciva truccata e in minigonna

Marisa Putortì ferita perché si truccava e indossava la minigonna
Marisa Putortì in ospedale (Corriere della Sera)

Marisa Putortì, la ragazza 21enne ferita a colpi di fucile è stata sparata per “gelosia” dal fratello Demetrio, già fermato per il ferimento avvenuto a Nicotera nei giorni scorsi.

A confermarlo al Corriere della Sera, la stessa vittima che a Carlo Macrì racconta: “Mio fratello sembrava un diavolo. Mi ha puntato addosso il fucile e ha sparato. Sono caduta e ho chiuso gli occhi per il dolore”.

“Era ormai da anni che non andavamo d’accordo — racconta Marisa nel suo letto in ospedale —. Neanche ci salutavamo più. A lui dava fastidio ogni cosa che facevo… Se mi truccavo o andavo in giro con la minigonna, se fumavo o mi fermavo in paese a parlare con uomini più grandi. Chissà cosa gli raccontavano di me i suoi amici”.

Dopo il ferimento, Marisa Putortì è stata soccorsa dal 118 giunta sul posto. “Ero vigile in ambulanza – racconta ancora la giovane -. Sentivo i medici che si auguravano che i pallini non avessero colpito l’arteria femorale, “altrimenti non ci arriva in ospedale”, dicevano tra loro, mentre io tremavo, pregavo e pensavo: sopravvivrò?”.

In ospedale al capitano Francesco Manzone, comandante della compagnia di Tropea che l’ha interrogata, Marisa ha taciuto il nome del suo sparatore. “Pensavo ci arrivassero da soli”, dice con pudore. “Non l’ho fatto per proteggere mio fratello. Lui è uno schizofrenico. Non lo odio però, provo solo indifferenza”. Perdonarlo? “Non me la sento proprio — continua —. Voglio che paghi per quello che ha fatto e quando lui uscirà di prigione io me ne andrò da Nicotera”.

Voglio vivere come voglio – “Non ho finito gli studi tecnici, e mi sono pentita”, dice la ragazza. “Ora però che grande sono diventata veramente, voglio vivere come vivono le mie coetanee. Lavorare, andare a ballare, avere un sacco di amici, ma anche uscire con il mio Carmelo (il figlio, ndr) ed essere fiera di lui. Tutto questo volevo fare. Voglio farlo, senza essere controllata”.

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