Grillo ritorna in scena. Parte il duello con Salvini

Alessandra Arachi per il Corriere della Sera

Arriva a Roma senza preavviso e non lascia trapelare un briciolo di stanchezza. Anzi. Beppe Grillo appare più grintoso e brillante che mai. Convoca una conferenza stampa al Senato e ne ha per tutti, ma più di tutti per Matteo Salvini, leader della Lega in costante ascesa. Che non incassa affatto in silenzio, ma replica a suon di bordate.

E alla fine è un bel duello a distanza quello che si è consumato ieri fra Grillo e Salvini, tutti e due in trasferta a Roma, e chissà se è un caso che il leader della Lega abbia convocato una conferenza in contemporanea a quella di Grillo, alla stampa estera.

Dal Senato Grillo avverte Salvini. «Il piano B è il Movimento 5 Stelle, non la Lega. Salvini è stato messo lì per togliere noi dal confronto dialettico, fa parte dell’establishment». Il leader del Carroccio replica attaccando il referendum sull’euro di Grillo: «È una presa in giro, una perdita di tempo. È un referendum consultivo che la Costituzione non prevede. Ha tempi lunghi ed efficacia zero. Piuttosto facciamo un sondaggio».

Grillo quel referendum lo aveva difeso a spada tratta: «Con questo referendum puntiamo a un risultato storico».
Ma i duellanti non si fermano qui. Il leader del M5S alza il tiro puntando contro il Colle, e anche contro il Pd, mettendone in dubbio il risultato storico: «Davvero siamo sicuri che le elezioni europee non siano state truccate?». E dall’altra parte Salvini rilancia: «Non credo che faremo la fine di Grillo, perché noi abbiamo un progetto per l’Italia, e per la Ue mentre il Movimento 5 Stelle, che pure ha preso tanti voti, non ha ancora capito che progetto ha».

La stoccata di Grillo non tarda: «La Lega è stata otto anni al governo, hanno rubato anche loro». Il leader del M5S è incontenibile, quasi volesse mettere a tacere con i fatti i problemi dentro al suo partito…
I dissidi dentro al Movimento Cinquestelle Beppe Grillo li liquida con una battuta: «Contrasti fra correnti nel movimento? Noi non abbiamo correnti, tutt’al più abbiamo spifferi». E liquida con una spallata anche le illazioni sul potere di un direttorio all’interno del partito: «Per me i ragazzi sono tutti uguali».

Beppe Grillo ne ha anche, come al solito, per i giornalisti e si lancia in una profezia sulla grande inchiesta di Mafia Capitale. Non ha dubbi il leader pentastellato: «A Roma succedono cose che si sapevano da anni, ma finirà come sempre, senza nessun vero colpevole.

Noi siamo un partito fuori da queste dinamiche e snobbarci è profondamente sbagliato. C’è una telefonata di Buzzi che parla con Carminati e che dice: “Il problema è che non ci stiamo più. Grillo è riuscito a distruggere il Pd”. Si capisce che noi siamo integri, gli altri si sono spartiti tutto».

Dopo le bordate, il tono di Beppe Grillo si fa conciliante, possibilista, addirittura. Succede quando qualcuno gli fa una domanda sul prossimo candidato al Quirinale: come si comporterà il Movimento?
Il leader del M5S conferma che anche questa volta verranno fatte le «Quirinarie» online, ma non mette paletti. Anzi, apre ad altre possibilità. Dice, infatti: «Se si fa un nome, da destra o da sinistra, di una persona perbene e considerevole, non avremo nessun problema a votarla. Ma deve essere una persona al di fuori di questo pantano».

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