Benvenuto Papa Francesco, il gesuita argentino che avrà il compito di traghettare la Chiesa sulla Terza Via

Il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco“Habemus Papam”. Contro ogni previsione nel conclave di stasera è stato eletto il nuovo Papa. Si tratta di Jorge Mario Bergoglio, argentino di origini piemontesi. Si farà chiamare “Francesco”. Per la prima volta dopo milleduecento anni sul soglio di san Pietro sale un extra europeo. Un sud americano, gesuita con affinità francescane, un umile che alla prima apparizione nella gremita piazza san Pietro a Roma si è presentato con una croce di ferro anziché quella d’oro. La sua elezione doveva avvenire già il 2005 quando fu eletto Joseph Ratzinger, dimessosi il 28 febbraio scorso. Allora disse ai cardinali che puntavano su di lui di «non essere pronto». Papa Francesco raccoglierà un’eredità difficile. A lui il compito di rilanciare l’immagine della Chiesa nel mondo dopo gli scandali che hanno costretto alle dimissioni Ratzinger. A lui toccherà rilanciare la missione pastorale della Chiesa cattolica, ma anche far luce sui molti lati oscuri dietro cui si nascondono i “nemici” del Vaticano. Perché gli avversari della Chiesa non sono solo fuori, si sono insinuati all’interno con lo scopo di indebolirla, screditarla ed eroderne la potenza spirituale bimillenaria. L’elezione di un Papa argentino cambia in modo inatteso le carte in tavola.  Nessuno l’aveva previsto, non era tra i papabili dopo la «rinuncia» del 2005. Nessun vaticanista o esperto di cose divine ha previsto “Francesco”. Proprio come il polacco Karol Józef Wojtyła, nel 1978, uscito fuori dall’urna cogliendo di sorpresa tutti tranne quel Stefan Wyszyński, primate di Polonia, che gli disse, «Karol, tocca a te!». Giovanni Paolo II e Francesco, due uomini umili provenienti da terre lontane ma simili nel carattere e nella missione “rivoluzionaria”. Il primo dalla Polonia, una terra contesa e devastata dal Comunismo;piedi nudi san pietro il secondo proveniente dall’Argentina, una terra ricchissima messa in ginocchio e devastata dalla Finanza internazionale e da un Capitalismo cieco ed egoista. Due papi provenienti da due mondi diversi (ma uniti nel destino) che rappresentavano la prima e la seconda «Via»: Comunismo e Capitalismo. La prima franata sotto i colpi dei picconi e per volontà di Karol; la seconda fallita per l’egoismo umano che aspetta il “The End” da Francesco. Non rimane che la «Terza Via»: quella “Sociale” realizzata grazie alla partecipazione dei popoli e asfaltata dalla solidarietà. Spetta a Francesco traghettare i cattolici (e non solo) in questa nuova direzione. Non è facile perché i tentativi di screditare anche lui come han fatto con Ratzinger sono cominciati quando il fumo bianco non era ancora uscito dal comignolo. I “corvi” e gli “infiltrati” scavano nel suo passato come han fatto con Joseph e prima con Karol. Ma non riusciranno a scalfire la sacra Pietra dove Gesù ha fatto erigere la sua Chiesa.