Terremoto, attivato numero solidale 45500. Berlino sostiene Italia

Angela Merkel e Matteo Renzi al vertice bilaterale di Maranello
Angela Merkel e Matteo Renzi al vertice bilaterale di Maranello (Archivio Ansa)

La protezione civile comunica che è stato riattivato il numero solidale 45500 per il dopo terremoto di Umbria e Marche del 30 ottobre.  Tramite Tim, Vodafone, Wind, H3G e Poste mobile è possibile donare due euro inviando un sms o effettuando una chiamata da linea fissa al numero 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti, senza alcun ricarico, alla Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma.

Intanto sono oltre 15.000 le persone assistite in seguito al terremoto di domenica mattina. Oltre cinquecento persone sono accolte in strutture alberghiere nell’area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone in Umbria e altre settemila nelle Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale.

Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive, prevalentemente a San Benedetto del Tronto, presso le abitazioni del progetto C.a.s.e. nel comune dell’Aquila o nei Map localizzati in altri comuni d’Abruzzo nonché nelle residenze sanitarie assistenziali nelle quattro regioni colpite dal sisma.

Apertura di Berlino: “Pronti a sostenere l’Italia”
“Il patto di stabilità ha molta flessibilità che può e deve essere utilizzata intelligentemente e su questo la posizione del governo federale non è cambiata”, ha detto a Berlino il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda su uno scorporo dei costi del terremoto dal computo del deficit italiano.

Seibert, su questa “questione del bilancio”, ha premesso di voler ribadire “ciò che è già stato detto in passato e naturalmente ancora ha validità”. “Il patto di stabilità – ha aggiunto – non è un impegno che uno Stato membro ha assunto nei confronti di un altro stato”, ad esempio “l’Italia nei confronti della Germania” ma di fronte “a tutti gli altri Stati membri” dell’Ue: “per questo tali questioni saranno da risolvere a livello europeo”. “Oggi non voglio dire di più”, ha aggiunto Seibert ribadendo che “il patto offre sufficiente flessibilità per poter reagire anche ad attuali acute sfide. Per tutto il resto, bisogna vedere”.