Ucciso a Milano Anis Amri, presunto autore della strage di Berlino

Anis Amri
Anis Amri. A destra il tunisino a Lampedusa. (Ansa)

E’ il presunto killer della strage a Berlino, Anis Amri, l’uomo ucciso dalla Polizia a Sesto San Giovanni, nel Milanese. Il giovane tunisino è stato colpito a morte durante un conflitto a fuoco con agenti della Volante nel corso di un normale controllo presso una stazione di servizio.

Il giovane, intorno alle 3 della notte da giovedì e venerdì, secondo le prime informazioni, si trovava in piazza Primo Maggio quando gli agenti gli hanno chiesto i documenti. Lui per tutta risposta ha estratto una pistola dallo zaino e ha sparato agli agenti di una Volante che hanno risposto al fuoco uccidendolo.

Il tunisino più ricercato d’Europa per la strage al mercato di Natale a Berlino, era a piedi. Ingaggiato il conflitto a fuoco è stato raggiunto da uno o più proiettili. Amri è morto sul colpo. Non aveva documenti in tasca, e non poteva averli perché il suo passaporto è stato trovato a bordo del camion della strage nella capitale tedesca. Nella sparatoria un agente è rimasto ferito alla spalla è stato portato all’ospedale di Monza.

Su Anis Amri le autorità tedesche avevano spiccato un mandato di cattura internazionale perché ritenuto l’autore della strage del mercato di Natale a Berlino. Secondo quanto ricostruito dalla polizia tedesca sarebbe stato lui a sequestrare il tir al conducente polacco e dirottarlo tra le bancarelle affollate provocando la morte di 12 persone, tra cui la nostra connazionale Fabrizia Di Lorenzo, e 48 feriti.

Il cadavere di Amri a terra
Il cadavere di Amri a terra

L’identificazione di Anis Amri è avvenuta effettuando una comparazione sia dei tratti somatici che dalle impronte digitali che, a detta della Polizia tedesca, erano state rinvenute all’interno della cabina del mezzo pesante.

A confermare che l’uomo ucciso stanotte in una stazione di servizio a Sesto era il ricercato “number one” in Ue è stato il ministro dell’Interno Marco Minniti.

Come sia arrivato a Milano è un mistero. Bild.de scrive che il giovane possa essere andato prima in Francia e poi rientrato in Italia con il treno.  Anis Amri era braccato da tutte le forze di polizia europee. Il tunisino conosceva bene l’Italia dove era arrivato nel 2012. Non si esclude che a Sesto San Giovanni o a Milano avesse qualche amico dove si stava recando.

Il 24enne, secondo quanto riferito dal fratello, pare fosse stato radicalizzato in Italia. Amri, era stato arrestato a Palermo e nelle carceri siciliane ha scontato 4 anni di pena. Scarcerato ha poi raggiunto il nord Italia e infine Berlino.

Con la sua uccisione, si chiude una parentesi drammatica. Nessuno riuscirà però a sapere la verità sulla strage a Berlino. Lui è morto, e non potremo ascoltare la sua versione dei fatti. I dubbi restano. Dubbi enormi sulle falle di sicurezza in Germania, dubbi sul ruolo dei servizi segreti tedeschi, i quali si sono ben guardati dal diffondere le riprese delle centinaia di telecamere presenti nell’area della strage. Se Amri, era nel Tir è dovuto scendere per fuggire. Già, ma dove sono le immagini? Il perché di questa “falla” resta un giallo.

Una dettaglio di non poco conto che alimenta il sospetto che la verità potrebbe, forse, essere un’altra. Esiste di fatto solo un video di un taxi, che mostra il tir dirigersi verso il mercato. Poi il buio. Dopo la strage è stato subito fermato un primo pakistano poi rilasciato. Il primo abbaglio nelle indagini. Poi ecco che è arrivato il presunto attentatore Amri. Era davvero lui il killer di Berlino? Domanda destinata a rimanere senza risposta.