Foibe, l’Italia ricorda le vittime del comunismo

Foiba di Vines recupero cadaveri

Oggi è il Giorno del Ricordo in onore delle vittime delle foibe. “L’Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione”, ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella.

Migliaia di italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, durante e dopo la seconda guerra mondiale furono trucidati dal regime comunista di Tito e gettati nelle Foibe. Il regime negò sempre questo eccidio, fino a quando vennero rivelati i luoghi in cui gli italiani furono infoibati.

Le profonde voragini venivano usate per eliminare gli oppositori politici e i cittadini italiani che si opponevano alle politiche del partito comunista nella Jugoslavia di Tito. Un massacro fino agli anni ’90 sconosciuto ai più. Nel 2004 l’istituzione della giornata che ricorre il 10 febbraio di ogni anno per ricordare le vittime italiane del comunismo.

Scrive Mattarella: “Le cicatrici dei feroci crimini nella Seconda Guerra Mondiale – che nel dopoguerra si tradussero anche in una strage di italiani, e che si accompagnarono alle sofferenze di decine di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare case e lavoro nella zona di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate – costituiscono parte della nostra storia.

L’Italia, con la sua accoglienza, ha testimoniato con forza ai propri Concittadini, originari delle terre del “confine orientale” e vittime delle dure conseguenze del conflitto mondiale, la solidarietà e la vicinanza alla tragedia che hanno subito.

Ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti di quegli anni, ai loro familiari, rinnovo i sentimenti di fratellanza della Repubblica.

Reiterare la memoria di quei fatti, contribuire ad una lettura storica corretta e condivisa è il contributo prezioso di tante associazioni degli esuli e delle comunità giuliano-dalmate e istriane, base di una autentica riconciliazione che allontani per sempre la sofferenza delle spaventose violenze del passato, delle criminali pulizie etniche, dei lutti indelebilmente impressi nelle nostre comunità.

L’Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione”.