Alitalia, col “No” bruciati 3 mld. Etihad: “Delusi”. Nuovi aiuti pubblici?

Alitalia, col "No" bruciati 3 mld. Etihad: "Delusi". Nuovi aiuti pubblici? Montezemolo e Hogan
Montezemolo e Hogan

Il Presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, ha comunicato ufficialmente al presidente dell’Enac Vito Riggio la decisione del consiglio di amministrazione della compagnia aerea di avviare la procedura per la nomina del Commissario a seguito dell’esito del referendum interno alla compagnia in cui i dipendenti, a stragrande maggioranza, hanno bocciato il piano di salvataggio. Il piano operativo dei voli non subirà (al momento) modifiche.

Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia, convocato oggi, “ha preso atto con rammarico della decisione dei propri dipendenti di non approvare il verbale di confronto firmato il 14 aprile tra l’azienda e le rappresentanze sindacali”.

“L’approvazione del verbale – recita una nota della società – avrebbe sbloccato un aumento di capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della Compagnia”.

“Data l’impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione, il Consiglio ha deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un’assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse”, spiega il comunicato stampa di Alitalia.

In un’altra nota, James Hogan, presidente e amministratore di Etihad Hogan (la società che possiede il 49% delle azioni, ndr), ha giudicato “profondamente deludente” l’esito del referendum. “L’accordo preliminare con i sindacati – dice – era stato reso possibile e supportato dai leader degli stessi sindacati, dal management di Alitalia, dal Primo Ministro Italiano e da tre Ministri del Governo, che avrebbero aiutato a mettere il futuro di Alitalia al sicuro. Il rifiuto di questo accordo nel referendum è profondamente deludente”.

ALL’ORIZZONTE NUOVI AIUTI PUBBLICI – Mentre il ministro del Lavoro Giuliano Poletti esclude ogni ipotesi di nazionalizzazione della società si fa strada l’aiuto di Stato dopo la bocciatura dei dipendenti del piano industriale di Alitalia. Una “nazionalizzazione” resta “esclusa”, ha detto Poletti. “Alitalia è un’azienda privata: ora dobbiamo aspettare la decisione degli azionisti”.

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha annunciato che l’Unione europea può dare per un periodo di tempo limitato il via libera a un aiuto pubblico “per un orizzonte di 6 mesi, a condizioni molto precise che negozieremo sotto forma di prestito”. Si tratterà, ha spiegato ancora il ministro, di un “ponte finanziario transitorio” e non di “una nazionalizzazione né di “cinque anni di amministrazione straordinaria” o di “miliardi di euro di perdite”.

“La cosa più plausibile – ha affermato Calenda – è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione. Se ci saranno aziende interessate a rilevarla questo è tutto da vedere”.